se vistes meu amigo?
E , ¡ay Deus!, se verrá cedo.
Ondas do mar levado
se vistes meu amado?
E , ¡ay Deus!, se verrá cedo.
Se vistes meu amigo
o por que eu sospiro?
E , ¡ay Deus!, se verrá cedo.
o por que ey gran cuydado?
E , ¡ay Deus!, se verrá cedo.
Mandado hey comigo
Comigo hey mandado
Ca ven meu amigo
e ven sano e vivo.
¡E irei, madre, a Vigo!
Ca ven meu amado
e ven vivo e sano.
¡E irei, madre, a Vigo!
Ca ven sano e vivo
e del rei amigo.
¡E irei, madre, a Vigo!
Ca ven vivo e sano
e del rei privado.
¡E irei, madre, a Vigo!
Mha irmana fremosa treydes comigo
A la igreja de Vigo, u é o mar salido
e miraremo las ondas
Mha irmana fremosa treydes de grado
A la igreja de Vigo, u é o mar levado
e miraremo las ondas
Ala igreia de Vigo é o mar salido
e veirà y, madre, o meu amigo
E miraremo las ondas
A la igreja de Vigo é o mar levado
e veirà y, madre, o meu amado
E miraremo las ondas
Ay Deus, se sab'ora meu amigo
com'eu senlheyra estou en Vigo!
E vou namorada!
Ay Deus se sab'ora o meu amado
com'eu en Vigo senlheira manho!
E vou namorada!
Com'eu senlheira estou en Vigo
E nulhas guardas non son comigo!
E vou namorada!
Com'eu senlheira en Vigo manho
E nulhas guardas migo non trago!
E vou namorada!
E nulhas guardas non ei comigo
Ergas meus olhos que choran migo!
E vou namorada!
E nulhas guardas migo non trago
Ergas meus olhos que choran ambos!
E vou namorada!
come da sola sono a Vigo!
E sono innamorata!
Ahi Dio se ora il mio amato sapesse
come da sola a Vigo rimango!
E sono innamorata!
Come da sola sono a Vigo
e non ho con me nessuna guardia!
E sono innamorata!
Come da sola a Vigo rimango
e non porto con me nessuna guardia!
E sono innamorata!
Non ho con me nessuna guardia
tranne i miei occhi che piangono con me!
E sono innamorata!
E non porto con me nessuna guardia
tranne i miei occhi che piangono entrambi!
E sono innamorata!
| Quantas sabedes amar amigo, treydes comig’a lo mar de Vigo, e banhar nos-emos nas ondas! Quantas sabedes amar amado, treydes vos migo ao mar levado, e banhar nos-emos nas ondas! Treydes comigo ao mar de Vigo, e veeremo lo meu amigo, e banhar nos-emos nas ondas! Treydes comigo a lo mar levado, e veeremo lo meu amado, e banhar nos-emos nas ondas! Traduzione di Noce Forti Quante sapete amar amico, venite con me al mare di Vigo, e ci bagneremo nelle onde! Quante sapete amar amato, venite con me al mare levato, e ci bagneremo nelle onde! Venite con me al mare di Vigo, e vedremo il mio amico, e ci bagneremo nelle onde! Venite con me al mare levato, e vedremo il mio amato, e ci bagneremo nelle onde! ***************** Eno sagrado, en Vigo, Baylava corpo velido. Amor ey! En Vigo, eno sagrado, Baylava corpo delgado. Amor ey! Baylava corpo velido Que nunca ouvera amigo. Amor ey! Baylava corpo delgado Que nunca ouvera amado. Amor ey! Que nunca ouvera amigo, Ergas no sagrad'en Vigo. Amor ey! Que nunca ouvera amado, Ergas en Vigo no sagrado. Amor ey! Traduzione di Maria Noce Forti Nel sagrato, a Vigo, ballavo col corpo leggiadro. Ho amore! A Vigo, nel sagrato, ballavo, col corpo delicato. Ho amore! Ballavo col corpo leggiadro poiché mai avevo avuto un amico. Ho amore! Ballavo col corpo delicato poiché mai avevo avuto un amato. Ho amore! Poiché mai avevo avuto un amico, tranne che nel sagrato di Vigo. Ho amore! Poiché mai avevo avuto un amato, tranne che a Vigo, nel sagrato. Ho amore! ***************** Ay ondas que eu vin veer, se mi saberedes dizer porque tarda meu amigo sen mi! Ay ondas que eu vin mirar, se mi saberedes contar porque tarda meu amigo sen mi! Traduzione di Galassetti Giada Oh Onde che io vengo a vedere! Mi sapete dire perchè il mio amico tarda senza me? Oh Onde que vengo a mirare! Mi sapete raccontare Perchè il mio amico tarda senza me?
Analisi La fanciulla si trova sempre ad interagire con un interlocutore femminile e appartenente al mondo della natura, le onde, alle quali chiede notizie dell'amato che ancora non ritorna. Questa breve cantiga è formata da 2 strofe piu un ritornello, vi troviamo assonanze perfette sia nella prima che nella seconda strofa "veer-diser";mirar-contar". Ritorna ancora l'uso del vocativo all'incipit "Ai ondas". Notiamo anche l'uso di punti esclamativi segno del coinvolgimento emotivo della fanciulla. |
"Ondas do mar de Vigo - Altas undas que venez suz la mar"
Texte: Raimbaut de Vaqueiras, fl. 1180-1205
Mélodie: Martim Codax, Portugal, 12ème siècle (arr. Cheryl Ann Fulton, Joel Cohen)
Discografia: LO GAI SABER, Trobadours et jongleurs 1100-1300, Camerata Mediterranea, dir. Joel Cohen.






Rosaria Frangione
Invite as author
ANALISI DI “QUANTAS SABEDES AMAR AMIGO”:
ROSARIA FRANGIONE
Rosaria Frangione
Invite as author
ANALISI “ENO SAGRADO, EN VIGO”:
ROSARIA FRANGIONE
Maria Serena
Invite as author
Martim Codax e il Cantico dei Cantici
http://knol.google.c
Maria Serena La Rocca
claudia buonanno
Invite as author
LA DANZA NEL MEDIOEVO
Per i greci la danza è l’orchesis, infatti “orchestra” era la porzione semicircolare del teatro dinanzi alla scena in cui agiva il coro e da qui anche il termine coreutica.
Nel mondo romano si diffuse la pantomima denominata fabula saltica perché derivava dalla danza arcaica: la saltatio era un tipo di rituale legato alla crescita delle piante (SALTUS: luogo selvatico).
Il medioevo vede il declino della pantomima con i popoli barbarici.
Ricompaiono così le “danze della fertilità” con motivi erotici e magici.
Si ritorna a prediligere il nudo con danzatrici vergini e con finzione del sesso: il passaggio dal nudo classico a quello medio viene contrassegnato dalla mutazione lessicale: il termine saltare è sostituito da ballare che fa la sua prima apparizione in Sant’ Agostino. Ma la tradizione saltatoria non scompare del tutto, diviene appannaggio dei giullari che la eseguono sulle piazze e sul sagrato della chiesa e viene praticato nella chiesa in onore di Dio.
Caratteristico è il salmo 150:
Alleluja
Lodate il Signore nel suo santuario,
lodatelo nel firmamento della sua potenza
lodatelo per i suoi prodigi
lodatelo per la sua immensa grandezza.
Lodatelo con squilli di tromba
Lodatelo con arpa e cetra;
lodatelo con timpani e danze,
lodatelo sulle corde e sui flauti.
Lodatelo con cembali sonori,
lodatelo con cembali squillanti,
ogni vivente dia lode al Signore.
Alleluia
E’ un invito alla lode nella liturgia del tempo. La data del componimento non è accessibile.
Gli inviti a lodare Dio sono 10 un numero che richiama le dieci parole del Signore, cioè i dieci comandamenti. Non si può lodare Dio senza leggere le sue parole d’amore. Possiamo inoltre notare il parallelismo tra il santuario e il riferimento alla sua potenza: il santuario infatti è il tempio di Gerusalemme a cui corrisponde il tempio celeste: firmamento della sua potenza.
Numerose sono le descrizioni di ballo liturgico che ci sono pervenute: a Sens, in Francia, la notte di Pasqua l’arcivescovo onorava il suo appellativodi presule (PRAE SILIT: colui che inizia il ballo o che balla avanti) conducendo una danza rituale nel chiostro e innanzi all’altare. Successivamente all’interno della cattedrale al ballo si associava il gioco. I canonici a passo di danza si lanciavano l’un l’altro una grossa palla seguendo un percorso a forma di labirinto segnato sul pavimento della navata centrale.
www.jongleurs.it/dan
Buonanno Claudia
claudia buonanno
Invite as author
LE CANTIGAS DE AMIGO:INTRODUZIONE
Le cantigas si distinguevano a seconda dell'argomento e degli stili in: "cantigas de amor", "cantigas de amigo" e "cantigas de escarnio".
"Cantigas de amor": influenzate dal canso occitanico; è più corta ed è caratterizzata dal ritornello; lo stile non è definito in base alla forma ma in base al contenuto.
"Cantigas de amigo": originaria della penisola iberica; sono canzoni con voci femminili in cui il poeta tendeva ad usare la tecnica nota come parallelismo così chiamata a causa della presentazione della stessa idea in versi alternati con espressioni diverse ponendo il cambio della parola a fine del verso. Le strofe sono corte e si concludono con il ritornello. Il cantore ha libertà nell'interpretare il ritornello.
"Cantigas de escarnio": satirico; a queste non è stata attribuita nessuna musica ma può essere attribuita la melodia di un'altra opera.
Le canzoni del medioevo galiziano sarebbero rimaste dimenticate per sempre se nel 1914 un bibliotecario non avesse sciolto casualmente una pergamena che rivestiva un manoscritto di Cicerone trovandovi al suo interno un manoscritto ancora più antico in cui c'erano sei brevi cantigas de amigo. Il testo attribuiva tali componimenti a Martin Codax, probabilmente un giullare attivo nella zona di Vigo durante il regno di Alfonso III di Portogallo. Dando voce ad una donna evoca possenti emozioni con una economia di immagini. Modellate da musicalissime ripetizioni e caratterizzate dalla presenza del ritornello erano destinate ad essere cantate: sono un caso unico della lirica profana portoghese accompagnato da motivazioni musicali. Il canto nazionale portoghese, fado, conserva il ritmo delle onde e delle maree, il lamento della donna che guarda il mare e si chiede quando il suo amato tornerà a casa.
Si tratta di letteratura musicale ispirata al mare che partendo dalla sua fisicità come luogo naturale immenso e potente arriva ad essere utilizzato nelle cantigas de amigo come metafora della separazione dall'amato sia carnale che spirituale. La donna è sofferente per la lontananza del suo amato a volte chiamato "amigo" a volte "amado" e tiene un dialogo con il mare, le onde, la madre, la sorella e le amiche in variazioni di versi e melodie.
BUONANNO CLAUDIA
claudia buonanno
Invite as author
IL BAGNO NELL’ACQUA DI MARE
Bagnarsi in acque marine avveniva in casi straordinari e veniva fatto solo in caso di necessità: solo dopo il Settecento il mare veniva utilizzato come cura per malattie.
Con il diffondersi del Cristianesimo il bagno divenne simbolo del peccato e per tutto il Medioevo l’acqua viene vista come fonte di pericolo per la salute. Era convinzione comune che il bagno era debilitante perchè apriva i pori e predisponeva l’organismo alle malattie.
www.cisam.org/calalo
Buonanno Claudia
Giulia Camuso
Invite as author
“ONDAS DO MAR DE VIGO” (M.Codax)
Ondas do mar de Vigo,
se vistes meu amigo
E, ai Deus!, se verrá cedo.
Ondas do mar levado,
se vistes meu amado
E ,ai Deus!, se verrá cedo.
Se vistes meu amigo,
por que eu sospiro
E, ai Deus!, se verrá cedo.
Se vistes meu amado,
por que hei gran coidado
E ,ai Deus!, se verrá cedo.
TRADUZIONE
Onde del mare di Vigo,
Avete visto il mio amico (fidanzato)?
E ,oh Dio!Venisse egli presto.
Onde del mare levato,
Avete visto il mio amato?
E, oh Dio!Venisse egli presto.
Avete visto il mio amico,
colui per cui io sospiro?
E, oh Dio!Venisse egli presto.
Avete visto il mio amico,
colui per cui io ho grande angoscia?
E, oh Dio! Venisse egli presto.
ANALISI
Questa “cantiga de amigo” di Martin Codax ha come protagonista una fanciulla che, rivolgendosi alle onde del mare, chiede notizie sull’amato che probabilmente si trova oltremare. Si nota anche qui , come in tutte le cantigas, che l’interlocutore è un soggetto di genere femminile ,in questo caso un elemento della natura (ondas).
La cantiga è composta da 4 strofe parallelistiche con refrán (ritornello). Vi sono parallelismi quasi totali con la variante dell’ultima parola nei versi 1-4, 2-5-7-10, 8-11.
Si nota l’alternanza amigo-amado e due tipi di assonanza: in i-o nelle strofe dispari (Vigo/amigo; amigo/sospiro) , mentre in a-o in quelle pari (levado/amado; amado/coidado).
Nelle strofe 3 e 4 è usato l’artificio del leixa-pren : i secondi versi delle prime due strofe diventano i primi delle ultime due (“ se vistes meu amigo” / “ se vistes meu amado” ). Ciò rende il movimento ondulatorio dell’attesa e della speranza.
GIULIA CAMUSO
Giulia Camuso
Invite as author
“MANDAD’EI COMIGO” (M.codax)
Mandad’ ei comigo
ca vén meu amigo.
E irei, madr' ,a Vigo!
Comig’ ei mandado
ca vén meu amado.
E irei, madr' ,a Vigo!
Ca vén meu amigo
e vén san’ e vivo.
E irei, madr' ,a Vigo!
Ca vén meu amado
e vén viv’ e sano.
E irei, madr' ,a Vigo!
Ca vén san’e vivo
e d’el-Rei amigo.
E irei, madr' ,a Vigo!
Ca vén viv’ e sano
e d’el-Rei privado.
E irei, madr' ,a Vigo!
TRADUZIONE
Ho con me una missiva
siccome viene il mio amico (fidanzato)
E andrò,madre,a Vigo!
Con me ho una missiva
siccome viene il mio amato.
E andrò, madre,a Vigo!
Siccome viene il mio amico
e viene sano e vivo.
E andrò, madre,a Vigo!
Siccome viene il mio amato
e viene vivo e sano.
E andrò,madre,a Vigo!
Siccome viene sano e vivo
e del re è amico.
E andrò, madre,a Vigo!
Siccome viene vivo e sano
e del re è intimo.
E andrò,madre,a Vigo!
ANALISI
Come in “Ondas do mar de Vigo”, anche in questa cantiga di Martín Codax ritorna la presenza dei termini Vigo,amigo,amado e la stessa assonanza che, inoltre, si trova nello stesso ordine ( i-o nelle strofe dispari; a-o in quelle pari.). La protagonista è una fanciulla che decide di recarsi a Vigo perché il suo amato sta tornando sano e salvo ed è entrato nelle grazie del re. L’interlocutore appartiene al genere femminile: in questo caso è la madre.
La cantiga è composta da 6 strofe parallelistiche con refràn (nella precedente 4, quindi sempre un numero pari) . Il parallelismo è presente nei versi 2-5-7-10-13-16 (“ca vén”); 14-17 (“e d’el-Rei”) ; 8-11 ( “e vén” ). Vi sono delle inversioni:mandado/c
GIULIA CAMUSO
Giulia Camuso
Invite as author
Ay Deus, se sab'ora meu amigo (M.Codax)
Ay Deus, se sab'ora meu amigo
com'eu senlheyra estou en Vigo!
E vou namorada!
Ay Deus se sab'ora o meu amado
com'eu en Vigo senlheira manho!
E vou namorada!
Com'eu senlheira estou en Vigo
E nulhas guardas non ei comigo!
E vou namorada!
Com'eu senlheira en Vigo manho
E nulhas guardas migo non trago!
E vou namorada!
E nulhas guardas non ei comigo
Ergas meus olhos que choran migo!
E vou namorada!
E nulhas guardas migo non trago
Ergas meus olhos que choran ambos!
E vou namorada!
TRADUZIONE
Ahi Dio se ora sapesse il mio amico
Come sono sola a Vigo
E sono innamorata!
Ahi Dio se ora sapesse il mio amato
Come resto sola a Vigo
E sono innamorata!
Come sono sola a Vigo
Non ci sono guardie con me
E sono innamorata!
Come resto sola a Vigo
Non porto guardie con me
E sono innamorata!
Non ci sono guardie con me
Tranne i miei occhi che piangono con me
E sono innamorata!
Non porto guardie con me
Tranne i miei occhi che piangono entrambi
E sono innamorata!
ANALISI
Questa cantiga è composta da 6 strofe alternate più il ritornello ed ha una struttura parallelistica. Il parallelismo è presente nei versi 1-4 ; 2-5-7-10- ; 8-11-13-16; 14-17. Si nota la presenza del vocativo “Ai Deus” nell’incipit. L’artificio del leixa-pren è usato nelle strofe 3 (“Com'eu senlheira estou en Vigo”) , 4 (“Com'eu senlheira en Vigo manho”), 5 (“E nulhas guardas non ei comigo”) e 6 (“E nulhas guardas migo non trago”). Vi è l’alternanza di amigo/amado e l’inversione del termine Vigo nei versi 2-5-7-10. La struttura dell’assonanza è identica a quella delle cantigas precedenti.
Ritornano anche qui i termini Vigo, amigo, amado, ma non il mare. L’interlocutore qui non è un soggetto femminile, ma Dio , invocato dalla fanciulla innamorata che si trova sola a Vigo e piange.
GIULIA CAMUSO
Giulia Camuso
Invite as author
Mha irmana fremosa treydes comigo (M.Codax)
Mha irmana fremosa treydes comigo
A la igreja de Vigo, u é o mar salido
e miraremo las ondas !
Mha irmana fremosa, treydes de grado
A la igreja de Vigo, u é o mar levado
e miraremo las ondas !
A la igreja de Vigo é o mar salido
e veirà y, madre, o meu amigo
E miraremo las ondas !
A la igreja de Vigo é o mar levado
e veirà y, madre, o meu amado
E miraremo las ondas!
TRADUZIONE
Mia bella sorella venite con me
Alla chiesa di Vigo dove è salito il mare
E guarderemo le onde!
Mia bella sorella venite con gioia
Alla chiesa di Vigo dove si è levato il mare
E guarderemo le onde!
Alla chiesa di Vigo dove è salito il mare
E lì Verrà, madre, il mio amico
E guarderemo le onde!
Alla chiesa di Vigo dove si è levato il mare
E lì Verrà, madre, il mio amato
E guarderemo le onde!
ANALISI
Questa cantiga è composta da 4 strofe alternate con refràn, che presentano una struttura parallelistica. I parallelismi sono quasi totali e si trovano nei versi 1-4 ; 2-5-7-10 ; 8-11. Vi è un’alternanza dei termini amigo/amado e salido/levado. Si notano anche qui i due tipi di assonanza: i-o (comigo/salido; salido/amigo) nelle strofe dispari , a-o (grado/levado; levado/amado) in quelle pari. L’autore utilizza la struttura del leixa-pren nelle strofe 3 ( “A la igreja de Vigo é o mar salido” ) e 4 (“A la igreja de Vigo é o mar levado” ).
Anche in questo testo ritornano i termini Vigo, amado, amigo, mar, ondas ,ma gli interlocutori sono due: nella prima parte la sorella della fanciulla, nella seconda la madre. L’io lirico è una fanciulla che esorta la sorella ad andare con lei alla chiesa di Vigo,dove il mare è salito, perché lì verrà il suo amato.
GIULIA CAMUSO