Flessibilità permanente

E-book vs. libri-di-carta: è davvero il modello di analisi più corretto?

I libri su supporto digitale come quelli editi in modo tradizionale vanno analizzati in prospettiva culturale oltre che tecnologica. L'articolo mette a confronto le caratteristiche delle due tipologie da vari punti di vista, arrivando ad una definizione del prototipo di E-Lector.


0. Patto evoluto con il Lettore

Vogliamo sperimentare in questa occasione una forma di pubblicazione diversa da quelle a cui siamo abituati.

Abbiamo entrambi un'ampia esperienza di scrittura di articoli e saggi su supporto cartaceo e all'interno di  canali editoriali tradizionali.
Leggere sul BlackBerry
(il testo visualizzato si scarica gratuitamente)

Allo stesso modo ci cimentiamo da tempo con la produzione di materiali su supporto digitale e con distribuzione affidata alla rete Internet.

Di Knol apprezziamo il richiamo all'autorevolezza degli autori come prerequisito per la credibilità delle unità di conoscenza messe a disposizione degli utenti della piattaforma, che lo differenzia da altri modelli comunicativi presenti in rete, e la possibilità per gli autori stessi di ricevere pareri, commenti e integrazioni alla loro elaborazione.

La nostra intenzione è quella di confrontarci con una forma di scrittura che tenti di concretizzare elementi di transitorietà e modificabilità  propri del  pensiero, per sua stessa natura dinamico. Tali caratteristiche sono determinanti sia dal punto di vista diacronico, nella misura in cui lo scorrere del tempo fa sì che le acquisizioni raggiunte vengano implementate da ulteriori dati; sia da quello sincronico, poiché le sollecitazioni contemporanee rischiano di non trovare la giusta collocazione in modalità di scrittura tradizionale.

Abbiamo pertanto deciso di esasperare la "residenza" su supporto digitale di questo knol, realizzando un articolo dichiaratamente in progress permanente, a partire dagli appunti iniziali, che pubblichiamo il 23 gennaio 2009 e che andremo via via incrementando, perfezionando, testualizzando e "ipertestualizzando". Applicheremo, insomma, la prospettiva della pubblicazione come processo anziché come prodotto.

Libro-di-carta con integrazione digitale
Questa ci pare infatti la scelta più congruente con il tema di cui ci occuperemo (libri tradizionali vs. ebook?), dal momento che siamo ben lontani - noi per primi - dal poter dire una parola definitiva su questo problema, sul quale pure abbiamo già pubblicato qualcosa a stampa, sull'Unità, sul Manifesto  e su Insegnare, rivista del Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti.

Per adesso, scegliamo anche di riservarci tutti i diritti, ovvero di adottare la formula tradizionale del copyright a difesa della proprietà intellettuale delle nostre idee - per difenderle da un uso della rete un po' troppo disinvolto  e a volte "pelosamente" ingenuo - e di procedere a collaborazione chiusa, per aver modo di riflettere con calma. Con il tempo, questi due aspetti dell'articolo potranno essere modificati.

Abbiamo scattato la fotografia alla Fiera del Libro di Torino:
la frase è certamente suggestiva, forse un po' dogmatica.
Per conoscere le argomentazioni di sostegno si devono fare i conti, 
oltre che con il copyright, con le royalties dell'acquisto del libro  a cui si riferisce.


Un'ultima considerazione: in questo knol non intendiamo affrontare in modo specifico il problema dei libri di testo digitali per la scuola, che individuano una visione riduttiva del tema; poiché però la discussione in merito è un tema attuale le abbiamo dedicato un contributo separato.

Prima di leggere il resto, uno sguardo a questo video sul fanta-futuro del libro:



1. Un'antinomia (forse) ingenua

Antonio Tombolini afferma che il libro cambia supporto


1.1. Aspetti fisici


Sui libri di carta e sui libri digitali sono state frequenti le posizioni estreme: rifiuto vs. accettazione, entrambi in blocco. Allo stesso modo, tra coloro che sono per la “legittimazione” degli ebook, è molto diffusa l’idea del superamento, efficacemente riassunta dallo slogan “ Grazie Gutenberg. E addio.”, che accompagnava il BarCamp di Rimini .

Queste posizioni non ci convincono, in assoluto e per l’eccesso di sintesi con cui vengono formulate.

Un frate abituato ai "rotoli" alle prese con un libro rilegato...

Il video è stato sottotitolato dall'amico Francesco Caviglia  
e ci è stato fornito da
Lanfranco Genito 


La ratio fondamentale di questo articolo è invece proprio  l’affermazione che, per capire, è necessaria un’analisi molto approfondita dei due diversi insiemi, che comincia affrontando gli aspetti fisici dei due campi. Sottesa al ragionamento, una prospettiva che considera il libro come appartenente all'insieme più vasto dei prodotti culturali a cui l'umanità ha accesso da un paio di secoli almeno.

Cominciamo con una definizione del libro di carta, estendibile anche ad altri tipi di pubblicazione: siamo di fronte a un oggetto materiale, la cui destinazione è la “lettura” da parte del suo possessore e che è del tutto autoconsistente; se possiedo un libro non ho bisogno di altro che della mia volontà di leggerlo e della mia capacità di comprenderlo. Il libro digitale condivide la medesima destinazione d'uso, ma, poiché  consiste di un file immateriale, la sua fruibilità dipende da un dispositivo di archiviazione, che può essere dedicato (è il caso degli Ebook reader) o - al momento più frequentemente - uno strumento digitale destinato a molti altri impieghi e attività (dal palmare, al telefono mobile, al netbook, al pc da tavolo e così via).

Proseguendo l'analisi, possiamo sommariamente descrivere le pubblicazioni di carta come insiemi di pagine stampate (almeno 1), dotate molto spesso di copertina e rilegatura. Il libro digitale è invece, come già detto, un file, depositabile in vari formati su differenti dispositivi digitali.

Istruzioni per rilegare libri


Ambedue i tipi di libro contengono sul piano culturale elaborazioni espressive o concettuali; nel caso della carta la reificazione avviene attraverso un processo che prevede l'impiego di tecnologie di scrittura e di stampa; nel caso del file, intervengono, invece, tecnologie digitali di scrittura, di "salvataggio", di riproduzione e di visualizzazione. 

Il libro di carta - siamo in piena tautologia - ha come supporto la carta, che è a carico dell'editore della pubblicazione; il libro digitale prevede, invece, come detto, l'uso di dispositivi di supporto, a carico del lettore, adatti per altro nella maggioranza dei casi a contenere più di una pubblicazione digitale. Se, nel caso del libro di carta, pertanto, il rapporto tra supporto e contenuto culturale è 1:1, nell'altro caso esso può essere 1:N, limitato soltanto dalla capienza del dispositivo utilizzato e dalle dimensioni dei singoli file. 

La concretizzazione della matrice culturale originale nel caso del libro di carta prevede poi la produzione di un numero finito di esemplari identici tra loro, distinti e separati, mentre nel caso dell'ebook si attua mediante la collocazione e l'attivazione dei file sul dispositivo di supporto; l'effettiva attivazione, in alcuni casi, può essere vincolata al pagamento di royalties .

La leggibilità e l'impaginazione del libro di carta sono dipendenti dalle scelte editoriali, che in alcuni casi prevedono la produzione di diverse edizioni dello stesso testo: una volta fatte, diventano fisse e sono identiche per tutti gli esemplari; nel caso dell'ebook sono invece dipendenti dalla scelte editoriali, ma anche dalle caratteristiche e dalle funzioni dei dispositivi che, in combinazione con le caratteristiche dei formati dei file, possono introdurre variabili, per esempio per quanto riguarda la dimensione dei caratteri.

La visualizzazione tipica del libro di carta prevede la singola pagina e la coppia di pagine, mentre l'ebook va dal flusso continuo di schermate (la soluzione più diffusa, soprattutto in assenza di dispositivi fisici dedicati) alla simulazione della pagina e della coppia di pagine resa possibile da alcuni dispositivi e/o software,

La gamma delle possibili edizioni di uno stesso libro è una variabile dipendente dalle scelte e dagli investimenti editoriali; nel caso dell'ebook, essa dipende sia dalle scelte editoriali, sia dalle caratteristiche e dalle funzioni del dispositivo, sia dal livello di "protezione" applicata al file; in alcuni casi il lettore può variare la gamma a partire da un unico file di cui è in possesso.

La qualità intrinseca dei singoli esemplari nel caso del libro di carta è garantita solo per le "copie" originali, mentre nel caso del digitale essa è virtualmente garantita per qualsiasi tipo di riproduzione.

La proprietà intellettuale generalmente applicata al libro di carta è il copyright, anche se vi sono alcuni casi di applicazione delle Creative Commons Licenses a volumi tradizionali . La copia illegale (tipicamente la fotocopia) prevede, come detto implicitamente poco sopra, uno scadimento di qualità. Nel caso dell'ebook (che come tutti i prodotti digitali non vede uno scadimento di qualità nella copia illegale) si va dal pubblico dominio al copyright, passando per vari tipi di CCL; il copyright viene a volte difeso con strumenti digitali.  
In Italia la discussione sulle copie illegali e sul presunto diritto al download è al momento poco nota e rilevante, nonostante il 28 marzo 2009 essa abbia  interessato anche una trasmissione radiofonica, Vasco De Gama, riascoltabile via podcast, nella quale è stato intervistato Luca Neri: posizioni visionarie e ogni tanto ingenue, difficilmente condivisibili in toto, ma che fanno in ogni caso  riflettere sul fatto che il diritto d'autore ha una genesi e una storia è non è inscritto in quanto tale nell'opera di ingegno. Sulla violazione diffusa del copyright per quanto riguarda i libri si può vedere anche l'esempio di Scribd, di cui si è recentemente occupato il quotidiano Repubblica . Proprio su Scribd, per altro, si trova - scaricabile - l'introduzione di Paolo Ferri al libro "La conoscenza come bene comune", che articola la proposta di un Welfare della conoscenza.

La distribuzione del libro di carta è affidata ai canali editoriali, che si configurano come il principale veicolo e nello stesso come come vincolo; quella dell'ebook può contare sui diversi canali in grado di far "girare" i file, sempre in coniugazione con il problema del diritto d'autore e di eventuali protezioni tecniche del medesimo
Vi sono poi esempi di print-on-demand, come nel caso del giornalista Assante.

Libreria Antiquaria Pregliasco

Il mercato del libro tradizionale è molto articolato:  si va da quello "primario" (come definiamo provvisoriamente la rete delle librerie, in attesa che qualche lettore ci imbecchi per esser più precisi) a quello illegale, passando per la vendita per corrispondenza diretta e blended (ovvero dotata di una propria rete di negozi per i soci), per il collezionismo antiquario, per l'usato organizzato e stabile, 
anch'esso basato su una rete di librerie e di bancarelle, per l'usato informale ed estemporaneo (tipicamente quello degli studenti all'inizio di un anno scolastico). Importantissima la funzione del prestito interpersonale, magari associato all'acquisto cooperativo. Nel caso dell'ebook vi è attualmente un fiorentissimo mercato illegale, basato sul peer2peer, il quale è spesso in sè senza fini di lucro, ben più noto e praticato del mercato primario: sede di entrambi è - curiosamente - Internet. La scarsa conoscenza delle problematiche relative al diritto d'autore, poi, fa sì che chi entra in possesso di un libro digitale molto facilmente ne distribuisce copie ad amici e conoscenti, esattamente come si fa per la musica in MP3.Al momento il "prestito", per quanto riguarda il digitale, può riguardare soltanto i dispositivi di supporto, in particolare quando siano attuate protezioni dalla copia illegale che vincolano il file appunto ai dispositivi su cui sono stati collocati al momento della loro acquisizione e contestualmente del pagamento delle royalties.  

L'usura del libro di carta è una variabile dipendente dall'effettiva manipolazione, oltre che dal ciclo di vita dei materiali di cui è composto. Va detto che essa può connotare l'oggetto come antiquario e può produrre valore simbolico e affettivo. Possono intervenire rilegatori e addirittura restauratori, Nel caso dell'ebook, l'usura è quella del dispositivo, non quella del file in sé. Al momento il mercato delle tecnologie digitali vede ancora trionfare l'obsolescenza programmata, che produce una rincorsa continua alle novità. Probabilmente la crisi economica ridurrà questo processo. Non si hanno ancora notizie di fenomeni di modernariato, anche si vi è qualche Museo con zone dedicate alle tecnologie digitali.

Nel caso della carta, il peso del libro è quello dell'oggetto; nel caso del libro digitale quello del dispositivo di fruizione.

I libri di carta non sono fragili, fatti salvi usi impropri e/o una cattiva rilegatura, che a dire la verità caratterizza alcuni testi scolastici; in ogni caso un libro di carta non si rompe mai, fatte salve particolari condizioni naturali o operazioni di distruzione volontaria. Nel caso degli ebook a rompersi può essere il dispositivo di supporto; in alcuni casi, o con opportuni interventi specialistici,  il file può per altro essere recuperato.

Nel caso del libro di carta il valore intrinseco del supporto determina il prezzo del singolo esemplare abbastanza equilibrato e sostenibile; nel caso degli ebook il costo del dispositivo di supporto (soprattutto se dedicato in modo esclusivo alla lettura) giustifica attualmente la spesa solo se vi è la prospettiva di acquisire un numero rilevante di file a prezzi molto ridotti.

Nel caso di un libro di carta il prezzo unitario dell'esemplare coincide con quanto pagato per risolvere i diritti d'autore e la proprietà fisica dell'oggetto; nel casi dell'ebook al prezzo unitario del file, vanno aggiunte frazioni di costo del dispositivo di supporto, del consumo energetico, della eventuale connessione a Internet.

Il libro di carta prevede consumi energetici in fase di produzione e di fruizione in assenza di luce naturale sufficiente alla lettura; nel caso dell'ebook essi sono una costante, salvo quando il file sia inerte sul dispositivo di supporto.

La portabilità del libro di carta è quasi assoluta, perché la possono interdire soltanto particolari caratteristiche di esemplari a loro volta particolari; nel caso dell'ebook è dipendente da dimensioni del dispositivo e dalla disponibilità di energia elettrica.

Il Reader di ICDL 
Il diritto all'"accesso universale" è garantito per i libri di carta dalle pubbliche biblioteche e da qualche iniziativa, magari promozionale, di distribuzione gratuita; nel caso degli ebook vi sono numerosi progetti di distribuzione di file per i quali non si pagano royalties: segnaliamo a titolo di esempio Project GutenbergLiberLiberWebarchive,   Wikipedia,  Knol.Wuming,  Leggo Gratis; da tener presente nella prospettiva del diritto di tutti all'acceso ai libri anche il concetto di Open Content. Molto particolari le soluzione della International Children's Digital Library,, che è stata implementata in tre lingue e fornita anche dil dispositivo virtuale di lettura e di BookGlutton , . Di altra natura e storicamente ricca di problemi e querelles con gli editori l'opzione di ricerca su libri di Google.

     

1.2. Aspetti ergonomici e cognitivi


Fiera dei libri per bambini

Soluzioni ergonomiche particolari
per libri destinati ai bambini

L'evoluzione ergonomica del "volumen", il libro di carta, è probabilmente ormai giunta a saturazione, mentre le caratteristiche  dei dispositivi dedicati in modo parziale alla lettura di ebook e soprattutto di quelli che hanno esclusivamente questa funzione sono in progress continuo, allo scopo di rendere sempre più congruenti con le esigenze cognitive del processo di lettura le possibilità fisiche e operative offerte - e di conseguenza i vincoli introdotti. Si tratta ovviamente di un passaggio molto delicato, perché al momento i lettori hanno abitudini di lettura fortemente condizionati dalle modalità offerte dal libro di carta. Per questa ragione,  in questa parte del knol cercheremo di confrontare libri tradizionali e libri digitali dal punto di vista delle rispettive "configurazioni" del processo di lettura e degli "atti" che lo compongono.
Cominciamo con la lettura orientativa, ovvero quella che si compie per avere un'idea di massima di un testo. Il libro di carta ci ha abituato a queste pratiche, tutte con una valenza cognitiva molto precisa:
  • Soppesare il volume;
  • Sfogliare le pagine - e si pensi a quanto questo passaggio orientativo sia fondamentale nella lettura di un quotidiano;
  • Verificare il numero delle pagine e metterlo in rapporto con la loro dimensione nonché con la grandezza dei caratteri;
  • Consultare indici e sommari inerti;  
  • Farci carico di posizionare segnalibri materiali;
  • Effettuare ricerche mediante diversi tipi di indici tematici, per esempio quello dei nomi citati.
L'ebook ci propone (e ci consente) di:
  • Verificare il numero delle pagine e metterlo in rapporto con la loro dimensione nonché con la grandezza dei caratteri;
  • Simulare di sfogliare le pagine;
  • Consultare indici e sommari, spesso attivi
  • Affidare ad alcuni dispositivi di supporto il posizionamento automatico di segnalibri;
  • Utilizzare sul libro con alcuni dispositivi un motore di ricerca per parole-chiave.
Proseguiamo con la lettura intensiva, ovvero quella che si compie per comprendere a fondo il contenuto di un testo. Il libro di carta ci ha abituato a queste pratiche:
  • Leggere le singole pagine;
  • Girare le pagine di destra;
  • Passare con lo sguardo dalla pagina di sinistra alla pagina di destra.

La gran parte dei dispositivi, sia a destinazione specifica sia di uso più generale, al momento consente (e vincola a) di:
  • Leggere le singole pagine;
  • Girare ogni singola pagina o far scorrere ciascuna pagina o addirittura la sue porzioni visualizzabili sul monitor del dispositivo usato. 
  • Video YouTube

    Gli aspetti essenziali del funzionamento di Iliad dal punto di vista cognitivo e culturale


Analizziamo ora gli atti di elaborazione e studio necessari per impadronirsi del contenuto di un testo. Il libro di carta ci ha abituato a queste pratiche;
  • Personalizzare l'originale, con conseguente alterazione della qualità del volume;
  • Scrivere appunti "a latere", operazione possibile in modo ampio solo su un supporto separato, tipicamente un quaderno o un bloc notes;
  • Produrre, strumenti di rappresentazione globale dei contenuti (dalle schede alle mappe concettuali), che vadano oltre indici e sommari, sempre su supporto separato.

I dispositivi per la lettura di ebook propongono (e consentono) a seconda dei casi di:
  • Manipolare i testi originali, mantenendone una copia inalterata;
  • Personalizzare mediante sottolineatura, marcatura grafica e altre modalità gli originali virtualmente, senza alterarli e sul medesimo supporto che li contiene;
  • Scrivere appunti "a latere",  sul medesimo supporto che li contiene;
  • Rappresentare globalmente i contenuti mediante tracciamento semiautomatico del percorso di lettura effettuato.

Più in generale, il libro di carta si caratterizza dal punto di vista strutturale per la necessità/pretesa di avere al suo interno contenuti culturali il più possibile definitivi e per il fatto che permette rimandi ad altri contenuti esclusivamente statici; l'ebook, invece, può prevedere aggiornabilità dei contenutidinamicità dei rimandi. 

A proposito della dimensione ipertestuale e "reticolare", dopo aver precisato che essa riguarda anche i libri di carta  (note, citazioni, indicazioni bibliografiche ne sono esempi evidenti) , va sottolineato che la sua attivazione è però completamente a carico del lettore e delle sue risorse (disponibilità di tempo e di denaro, possibilità di movimento e così via), mentre nel caso dell'ebook essa può essere a carico del file, del dispositivo e della loro rete di risorse, ovviamente una volta risolti da parte degli autori i problemi di copyright dei vari rimandi previsti.

Un Mac iBook G4 usato come Ebook Reader
(il testo si scarica gratuitamente)

1.3. Proiezioni


È innegabile che il processo della lettura possa essere condizionato dalla percezione che chi si accinge ad esso può avere dell’oggetto che deve essere usato perché sia effettuabile. Provate a riguardare il video di Antonio Tombolini e i diversi dispositivi che fanno parte dell’apparato iconografico del nostro lavoro, e non potrete fare a meno – pur nell’interesse che parole e immagini possono suscitare – di apporre quasi automaticamente una sorta di etichetta; un’etichetta che dice “tecnologia”, invece che e prima che “lettura”. 

Prima di ciò che il dispositivo “hi-tech” può fare, si pensa – cioè – a “come” può farlo.
Anche il Nintendo DS può funzionare da Ebook Reader di fortuna...


La dimensione tecnologica incorporata nei dispositivi prevale inevitabilmente nelle percezioni e scavalca ciò che lo accomuna al libro cartaceo : l’essere contenitore materiale di contenuti.  Questa prospettiva dimentica (ignora?) il fatto che anche il libro cartaceo ha conosciuto una propria specificità tecnologica , che – con lo scorrere dei secoli – si è raffinata in maniera esponenziale. Ma raramente essa ha rappresentato argomento e motivo di riflessione: l’aspetto prevalente – per non dire unico – è la connotazione di una dignità culturale (più o meno sottolineata) che al libro di carta apparterrebbe per sua stessa natura. Essa deriva dal fatto che in quell’ oggetto autoconsistente si misurano e si concretizzano due attività culturalmente significative: la scrittura da parte dell’autore; e la lettura da parte del lettore. Le due attività fondamentali su cui si basano l’approccio e il rafforzamento della cultura e delle capacità comunicative di ogni individuo; ma anche della sua formazione civile, etica, politica. Pertanto giustamente sublimate dalla tradizione e da tutto ciò che interviene nella formazione della dimensione individuale e collettiva dell’appropriazione della cultura stessa, dalla scuola in poi.

È ora di provare a valutare gli e-book con la stessa chiave di lettura, indipendentemente dai dispositivi. Anche perché la prospettiva obbligatoriamente legata alla loro “tecnicalità” ancora troppo spesso impedisce di vederne – al di là di  tale connotazione, considerata erroneamente determinante - non solo la dimensione di contenitore culturale, ma anche le possibilità di sviluppo ulteriore delle valenze cognitive.
Un abusato parallelismo è quello tra libro e vinile..,
(foto di bracchetto)

A quel diffusissimo e limitativo approccio quasi unicamente tecnicale contribuisce un dato che, pur essendo apparentemente “fisico”, oggettuale, convoglia significati altri e marca una differenza sostanziale non solo in termini concreti, ma anche soggettivi e culturali, tra libro in carta ed e-book stesso. Per quanto riguarda l'e-book la distinguibilità è quasi inesistente,  per il libro cartaceo, viceversa,  marcata: ogni libro di carta si concretizza, come abbiamo già detto, in un numero elevato di “oggetti” – le copie – separati ma non diversi e tuttavia ad alta potenzialità di distinguibilità. 
... e tra ebook e lettori MP3.
In realtà nel caso dell'ascolto non vi è soluzione di continuità
per presenza del dispositivo e dipendenza dall'energia elettrica,
mentre è stata immediata la comprensione della maggiore portabilità
di un walkman rispetto a una radio con lettore di cassette.
(foto di computerjoe)



Inoltre, le tracce impresse sul libro cartaceo ad opera dell’editore (tipo di edizione, copertina, impaginazione, scelta dei caratteri, nonché apparato di supporto, quale l’autorevolezza dell’introduzione, delle note, eventuale apparato iconografico ecc.) e quelle impresse dal possessore (usura,  marcatura, notazioni, rilegature, forme le più svariate di personalizzazione, come gli ex libris) rappresentano elementi che connotano fortemente l’oggetto, definendo nel primo caso una serie di intenzionalità determinate dalle scelte editoriali, nel secondo una “storia” che parla del rapporto tra soggetto e oggetto. Che parla, quindi, del senso che l’individuo attribuisce al possesso dell’oggetto. Nell’ e-book, invece, il possesso è relativo all’oggetto-dispositivo, ma non all’oggetto-book, che viene posseduto – eventualmente – solo in senso mentale, cognitivo, emotivo. Non nella sua concretezza.

Dalla dimensione eminentemente culturale del libro cartaceo, validata da secoli di tradizione, derivano una serie di conseguenze riferibili all’oggetualità (o fisicità) del libro – segnalate altrove – che comportano ulteriori ricadute.

Il libro cartaceo si colloca per antonomasia tra i possibili doni da fare a un bambino, un parente, un amico, perfino un personaggio importante a cui rendere omaggio.

Nel caso dell'ebook è più probabile che a essere regalato sia il dispositivo. Certamente è possibile donare anche un file ottenuto legalmente, ma il tutto si connota in modo ben diverso, a partire dal fatto che il valore economico del dono sarà con ogni probabilità sempre inferiore a quello dell'equivalente cartaceo.

Per non parlare della dedica (personalizzata) del donatore e/o autografa dell'autore, valori aggiunti di carattere simbolico appartenenti all'insieme delle potenzialità degli oggetti materiali, dei libri-di-carta.
 
La maggiore o minore presenza di libri all’interno di un appartamento, inoltre, non rappresenta semplicemente un viatico per supporre il livello culturale dei suoi abitatori, ma anche un complemento di arredamento in sé; e, in questo senso, definisce la scelta – di per sé significativa - di adottare il libro cartaceo con questa funzione. Una scelta socialmente determinata: generalmente molto più frequente nelle classi media e alta, abituate, indipendentemente dall’effettivo livello culturale, ad individuare nel libro un simbolo di validazione per l’omologazione a modelli socialmente e culturalmente auspicabili. 

Per il momento non si può dire altrettanto per tutti i dispositivi  cui ci stiamo riferendo, indipendentemente dal loro design e dall’arco delle loro funzioni; innanzitutto per il fatto, come abbiamo detto in precedenza, che il rapporto tra supporto e contenuto per il libro cartaceo è di 1:1, mentre per l’e-book è potenzialmente di 1:N. E poi perché l’immediata visibilità di alcuni elementi del libro cartaceo, ad esempio il titolo o l’autore, corroborano la compatibilità con l’omologazione a quei modelli. Il libro cartaceo, dunque, si colloca per sua stessa natura in una zona  legata alla provenienza socio-economico-culturale.

Bisogna per contro sottolineare che il livello di “interclusività culturale” del contenuto nel libro appare estremamente ridotto rispetto a quello dei dispositivi che consentono la lettura di e-book. Essi  – viceversa – individuano da questo punto di vista potenzialità pressocché illimitate, considerando anche la sinergia con la rete e i margini di miglioramento della tecnologia neppure preventivabili.   

Secondo la ricerca inglese Digital Entertainment Survey dello scorso anno, lo scarso successo che l’e-book è dovuto alla poca dimestichezza con le tecnologie lamentata dagli intervistati. 

Da questo punto di vista occorre porre l’accento su due aspetti che appaiono fondamentali. Innanzitutto nel libro cartaceo la necessità di esplorazione dell’interfaccia del dispositivo (dall’aprire il volume allo sfogliare le pagine) fa talmente parte di una gestualità usuale e consolidata da risultare quasi inesistente.
Nel dispositivo per la lettura dell’e-book essa risulta al momento medio-alta, e comporta una serie di  capacità pratiche che non fanno parte ancora del nostro back-ground gestuale, al punto da essere assurte allo pseudo concetto di “competenze tecnologiche”. Ingenerando in questo modo un circolo vizioso che – ancora una volta – vincola la maggiore o minore apprezzabilità dell’e-book non alla attendibilità culturale, diventando elemento probante.

Mentre la comprensibilità di un libro cartaceo è assolutamente ed unicamente vincolata ai contenuti del libro stesso, nel caso dell’e-book essa viene così implementata (ed è direttamente proporzionale) dalla capacità di usare il dispositivo in maniera più o meno consapevole e ottimale. La potenzialità dei contenuti convogliati,  centrata esclusivamente sui contenuti stessi nel libro cartaceo, appare invece incrementata   dalla capacità di avvalersi del dispositivo. E non solo, è bene sottolinearlo, da un punto di vista tecnicale. Ma anche dalla capacità di informare le proprie strutture cognitive al senso, alla regola, alle specificità  del dispositivo stesso. 

Sarebbe peraltro erroneo sostenere che nel libro cartaceo sia assente il potenziale dinamico, come sostiene una certa vulgata dell’ipertestualità e dell’ipermedialità. In realtà il reticolo di suggestioni e di associazioni determinate dalla lettura di un testo configura da sempre una sorta di muto dialogo tra libro e lettore, tanto più animato e a tutto campo quanto più uno dei protagonisti è un lettore consapevole e culturalmente attrezzato. Il lettore compara il proprio alfabeto con quello del libro, derivandone una serie di conseguenze e potenzialità dinamiche sul piano culturale e cognitivo che configurano una sorta di mappa teorica. Per concretizzare la quale può essere necessaria l’acquisizione di altri libri e l’inaugurazione di altre letture.

Il libro cartaceo possiede dunque una evidente dinamicità:
-    La prima a carico dell’autore, che può avere una maggiore o minore volontà di esplicitare un sistema di rimandi.
-    La seconda a carico del lettore che mette in gioco, attiva la propra dotazione culturale pregressa, in un gioco di implementazione tra ciò che c’era e ciò che viene inverato dalla lettura.

Anche nel caso dell’ e-book la dinamicità dipende dalla volontà e dalla cura dell’editore di creare link (rimandi attivi), pratica molto più agevole ed asaustiva di qualunque esplicitazione o apparato di note – per quanto rigoroso – su un libro cartaceo. Essa è potenzialmente molto elevata e può avere effetto moltiplicativo.
La possibilità di approntare strumenti di interazione e di comunicazione attorno al contenuto di un libro configura futuri ipotetici e-book - curati con criteri culturalmente autorevoli - come strutture nucleari di base dai confini permeabili. 
La dinamicità di un e-book è insomma potenzialmente molto più elevata e può avere effetto moltiplicativo.



Il laptop di Negroponte, XO, utilizzato come Ebook Reader
(il testo si scarica gratuitamente)
La barzelletta è davvero carina e per certi aspetti riassume la prospettiva "contrastiva",
che noi non condividiamo (ormai l'articolo è disseminato di tracce concettuali in questa direzione),
ma resta utile per analizzare i due tipi di pubblicazione.


2. E-Lector: il Lettore Evoluto


Immaginiamo un e-lector. L’identikit che corrisponde a questa nuova figura di fruitore ed elaboratore di processi culturalmente significativi non può coincidere con un lettore che legga esclusivamente su supporto digitale. Una scelta del genere individuerebbe una selezione ideologica, rafforzando un concetto di alternatività definitiva tra l’opzione tecnolgica e quella tradizionale. Che non corrisponde a quella che riteniamo possa essere la prospettiva futura.

Riteniamo infatti non sia opportuno né corretto porre la necessità di una scelta; ma – semmai – riflettere e incoraggiare un processo che integri, implementi, corrobori tutte le scelte possibili, nel momento in cui esse siano caratterizzate da autorevolezza culturale. Fermo restando questo punto di partenza, a cui non può evitare di ispirarsi un eventuale tentativo di posizionamento dell’e-book sul mercato editoriale ma, soprattutto, in una dimensione squisitamente culturale, bisogna immaginare che la caratteristica essenziale, prioritaria del nostro e-lector sia avere piena consapevolezza che:

  1. le fruizioni di "libro-di-carta" e di "e-book" non sono alternative, dal momento che un’opzione non elimina l’altra e rimane praticabile la possibilità di leggere il libro tradizionale. Prevale la consapevolezza, insomma, che le pubblicazioni digitali - comprendenti ovviamente, oltre agli e-book in senso stretto, anche tutti i diversi contenuti di Internet e così via - dovrebbero non sostituire, ma affiancare quelle cartacee, in alcune condizioni e situazioni. Non si tratta, dunque, di individuare differenti paradigmi di lettura e fruizione culturale; ma, viceversa, di favorire la consapevole scelta sinergica tra un “vecchio” (che vecchio non è) e un “nuovo” (che nuovo non è del tutto).
  2. l’E-lector è un lettore che crede nella profonda democraticità dell’integrazione dei due modelli, determinata dalla assenza di rinuncia all’uno o all’altro.
  3. l’E-lector è un lettore particolarmente competente, con piena coscienza e pieno controllo delle proprie esigenze di crescita culturale e delle proprie abitudini di lettura, sul piano cognitivo ed ergonomico.
  4. l’E-lector è un lettore, infine, in grado di valutare l’effettiva funzionalità dell’uso ora dell’uno ora dell’altro oggetto in particolari momenti e in determinate occasioni; capace di valutare – nel contesto, nell’ambito del quale si trova e ha necessità di muoversi – le potenzialità dei due oggetti di lettura: di comprendere e tesaurizzare il valore intrinseco di tradizione/traduzione del libro carta, la sua dimensione etica, la valorialità incorporata nel possesso di esso e tutte le caratteristiche che abbiamo sopra sopra segnalate; e – contemporaneamente – ottimizzare la flessibilità, l’interattività, la dinamicità e le infinite potenzialità dell’e-book.

E-Lector: il Lettore Evoluto

Senza pre-giudizi, in un senso o nell’altro. Senza preclusioni culturali. Senza nostalgici arroccamenti o futuristiche preferenze; senza una dimensione necessariamente conservatrice o un’opzione fideisticamente modernistica. L’e-lector è un lettore che ha già letto; e molto. 
È un Lettore a cui leggere piace. È un Lettore che sa che la lettura è un’operazione interpretativa e critica.
È un Lettore che si è reso conto che la Lettura è utile e necessaria.
È un Lettore che ha imparato che non tutto si legge allo stesso modo e con gli stessi obiettivi e risultati. È, insomma, un Lettore consolidato, adeguato sul piano culturale, cognitivo, ergonomico alla società della conoscenza globalizzata, che gli dà maggiori opportunità di lettura e gli richiede competenze più complesse.

L’e-lector non si contrappone, dunque, al lector; ma ne costituisce il completamento senza soluzione di continuità. Insomma, al centro del processo di innovazione e di adattamento non vi sono oggetti elettronici o cartacei, ma consapevolezza, intenzioni e capacità di scelta del Lettore, dei diversi lettori. E-lector, nella dimensione che stiamo immaginando, con le caratteristiche imprescindibili che gli stiamo attribuendo, non significa, dunque, lettore elettronico. Una simile ipotesi confermerebbe il senso di una tendenziale e caratteristica divaricazione tra sostenitori della modernità e sostenitori della tradizione che noi rifiutiamo. Poiché in questa matrice riconosciamo una serie di equivoci – da un punto di vista e dall’altro - che hanno contaminato negativamente i processi culturali, soprattutto negli ultimo decenni. E-lector significa, secondo noi, lettore evoluto: l’unico in grado di interpretare in maniera adeguata e corretta la sfida – che non significa rinuncia, alternatività, sostituzione – dell’accostamento dell’e-book al libro tradizionale.

 3.Si deve evolvere anche l'Autore.


Lo stesso "libro": in versione tradizionale e sull'Ebook Reader Iliad
(di ambedue abbiamo pagato il prezzo di vendita e risolto quindi i diritti d'autore)
Al momento, i libri digitali più diffusi e in particolare quelli fruibili su ebook reader sono in formato PDF o in formato EPUB e sono romanzi, raccolte di racconti e di poesie, saggi e altri testi analoghi, la cui origine è assolutamente tradizionale. 
Si tratta cioè di oggetti paper natives, trasferiti su un dispositivo di supporto diverso dalla carta in modo quasi accidentale.

La digitalizzazione (che sempre più spesso è una fase del loro processo di produzione, precedente la stampa soprattutto per quanto scritto negli ultimi 15-20 anni) serve infatti pressoché soltanto a ridurne (o azzerarne) i costi di distribuzione e quindi il prezzo di vendita. Un esempio di questo è la politica commerciale di Amazon.com a proposito del prossimo best-seller di Stephen King. Non a caso Amazon  ha realizzato un suo ebook reader.

 
La stele di Rosetta
Casi come questi non sfruttano altre caratteristiche del nuovo supporto diverse dalla semplice immaterialità. Né lo potrebbero probabilmente fare, dal momento che all'atto del concepimento e poi della realizzazione i loro autori hanno in mente caratteristiche del prodotto e strategie di composizione "tipiche" del supporto tradizionale, quello rigido, che prima della carta era argilla, papiro, cera, perfino pietra, anche se magari sfruttano la flessibilità operativa di un word processor o perfino la ricchezza procedurale e processuale di un software di creative writing evoluto.

Prescindendo (per ora') dall'analisi dettagliata di prodotti culturali a matrice digitale quali pagine Web statiche e dinamiche , Wiki, Blog, ma anche raccolte su DVD e CD e così via, tra i quali intervengono certamente alcune differenze (a partire dal fatto che per il secondo insieme si parla di processi di stampa e si ottengono oggetti dotati di una particolare forma di materialità), vogliamo in questa sezione del nostro e-saggio - che da questo punto di vista i nostri evoluti lettori sapranno utilizzare da esempio - vogliamo provare a ragionare sulle differenti caratteristiche di un prodotto culturale che l'autore sa destinato in via proritaria al supporto tradizionale. rigido, e di un prodotto culturale destinato invece in via proritaria al supporto digitale. 

L'ipotesi di partenza prevede in realtà una tripartizione dei supporti. nessuno dei quali destinato a soppiantare gli altri:
a. tradizionale, la carta;
b. flessibile, il digitale "puro";
c. ibrido, ovvero dispositivi come gli ebook reader, che tentano di sommare le migliori caratteristiche del primo e del secondo supporto, mutuando per esempio la leggibilità dalla carta e la quantità dal digitale, ma sono rivolti esclusivamente alla fruizione e non alla vera e propria elaborazione culturale  - fatta salva cioè la possibilità di sottolineare e marcare graficamente i materiali e di "vergare" a mano rapidi appunti in modalità "quaderno digitale" con uno stilo simile a quello di un computer palmare.

L'autore evoluto saprà scegliere a quale supporto destinare la sua opera, in funzione delle caratteristiche che le diverse opzioni gli consentiranno di farle assumere. Qui di seguito ne elenchiamo alcune.

Il supporto tradizionale è adatto per accogliere conoscenze che siano, completamente o in parte:
- stabili;
- essenziali;
- consolidate e condivisione;
- chiuse;
- conclusive;
- ad authoring fortemente identificato.

A tali conoscenze si adattano, sul piano comunicativo, l'integrazione di testo e immagini statiche, accanto a rimandi ipertestuali inerti, con scopi strutturali (per esempio gli indici) e referenziali (per esempio note e citazioni).

Il supporto flessibile puro sembra più adatto per accogliere conoscenze che siano, completamente o in parte
- dinamiche, in progress;
- complementari;
- discusse;
- aperte;
- incrementabili;
- bisognose di sintassi reticolare esplicita;
- ad authoring liquido, anche collaborativo.

A tali conoscenze si adattano, sul piano comunicativo, la dimensione multimediale, accanto a rimandi ipertestuali attivi, che non solo hanno funzione strutturale, ma interconnettono materiali che sono parte costitutiva dell'insieme culturale su cui si agisce.

Il supporto digitale "ibrido" potrà essere utilizzato in situazioni intermedie, per esempio per consentire rimandi ipertestuali attivi con cui sia stato arricchito un prodotto destinato in origine alla carta, oppure per rendere più facilmente fruibili alcuni prodotti digitali - soprattutto se e quando gli e-book reader avranno risolto il problema dei prezzi, della fragilità, del colore e della possibilità di contenere prodotti multimediali.

4. Requisito imprescindibile: l'autorevolezza


La nostra analisi – per trovare una collocazione in un dibattito serio perché svincolato dagli effetti speciali cari alla mentalità tecnocratica, dibattito che, crediamo, non potrà tardare ad affermarsi – deve contemporaneamente partire dal presupposto e concludersi con l’affermazione intransigente dell’unica dimensione che può rendere significativo ragionare su libro cartaceo e libro digitale: l’autorevolezza del prodottculturale, che è determinante per la valenza e l’efficacia di qualsiasi intervento.

In particolare, crediamo che le case editrici dovranno abbandonare qualsiasi ricerca di semplificazioni, per approcciare invece la questione con una prospettiva davvero culturale, svincolata dalle urgenze e dalle scorciatoie di mercato. Solo in questo modo potrà nascere e consolidarsi una comunità di riflessione e di elaborazione in questo particolare settore di frontiera tra novità e tradizione.

Consideriamo infatti che storicamente  le nozioni di auctor e del più astratto auctoritas derivano da augeo [(far nascere; accrescere, aumentare, far crescere, ingrandire; innalzare); cfr. gr. Αυξάνω, “accresco”, ted. Wachsen, “crescere”]. Nel suo significato più antico il verbo rimanda non al fatto di accrescere ciò che già esiste, ma all’atto di produrre dal proprio seno: atto creatore che fa sorgere qualcosa da un terreno fertile e che è privilegio degli dei e delle grandi forze naturali, non degli uomini. 

L’auctoritas è dunque letteralmente l’atto della produzione e la definizione della qualità che riveste e che pretende.

Pertanto la parola auctor (colui che promuove, la persona autorizzata/che autorizza), coerentemente con il senso del verbo, rimanda ad un significato concreto e ad uno più astratto, relativo all’atto della creazione: fondatore, iniziatore, ispiratore, promotore, autore, maestro. È, cioè, colui che possiede – appunto - l’auctoritas, come “diritto di proprietà”; che poi diventa “autorità, autorevolezza, prestigio, influenza; volontà, decisione e quindi garanzia; ”. 

Dalla stessa radice, significativamente, derivano auxilium, “aiuto, assistenza, rimedio” e – suggestivamente – augur, -uris “augure”, augurium, i “augurio, segno profetico, predizione, presagio”; e – per slittamento semantico – augustus, a, um “venerabile”.

La connotazione di accrescimento, di nutrimento, di creazione di una dimensione ulteriore  – nel nostro caso della conoscenza e della comprensione – sono garantite da quella facoltà – allusiva ad una dimensione trascendentale - che è l’auctoritas, prerogativa esclusiva dell’auctor

È proprio l'auctoritas a rendere un libro – cartaceo o digitale che sia – un reale auxilium: la fondazione di una condizione ulteriore, una crescita, un miglioramento. 

A essere dirimente rispetto a qualunque tentativo di accostare il digitale al cartaceo è insomma l'autorevolezza. 

Senza di essa si tratterà esclusivamente di bieche operazioni economiche, non accreditabili in nessun modo sul piano culturale. I libri devono continuare ad aiutarci a capire, fluidamente, dinamicamente. 

Questo work in progress perciò è dedicato a tutti coloro che hanno ancora voglia di provare a capire e ai loro commenti. Senza pre-giudizi e soprattutto senza formule immobili.

Leggere (questo stesso articolo) su Ipod Touch

     Appendice 1: Sitografia

- Ebook di seconda generazione
- Enhanced Book, parte seconda
- Una calda discussione sui libri scolastici
- Un ebook a interfaccia discutibile, dove il lettore perde il governo dei materiali del convegno Nati Digitali
- Bartezzaghi  e Assante  su Repubblica
- Ricerca IARD  su studenti e lettura
- Ebook: né carta né web - Datamanager Online


    Appendice 2: Interventi pubblici degli Autori sul tema: Atto di lettura nell'epoca dei dispositivi digitali
- Bologna, Docebo_tech ; 15 aprile 2009

Il lettore evoluto a Docebo_tech
(fotografia di Cesare Benedetti)

- Cidi di Napoli; 17 aprile 2009, in seminario 
dedicato all'argomento

Articolo di La Nazione
- Fosdinovo, 23 maggio 2009, nell'ambito del convegno 
"Le scuole adotteranno gli e-book? Vediamo chiaro", convegno promosso dall'Assessorato alla cultura 




Commenti

E il DRM?

La vignetta dice " E lei potra' anche prestarlo a suo padre senza dovergli spiegare come usarlo"
in realta' gia' la prima meta della frase era sufficiente: non è solo questione di alfabetizzazione digitale.
Il punto è che un certo ebook viene venduto per un certo dispositivo. E se il supporto cartaceo (inscindibile dal testo) lo posso prestare a chi voglio, il file non lo posso condividere. Ammesso che l'ebook che cerco sia disponibile per l'e-reader di cui dispongo.

Ultima modifica 05/feb/2009 07.48
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Valenza formativa vs valenza emotiva

Si impara, si cresce meglio avendo in mano un "oggetto di culto" o un "gadget"?

Ben venga l'ampia analisi, ma per chi opera in campo formativo (dai piccini agli adulti) la diatriba sull'e-book si gioca anche su questo aspetto. Il giorno che a scuola saranno riconosciuti gli apprendimenti maturati da un giovane (o meno) e-lector, allora forse saremo a una svolta culturale che le tecnologie, da sole, non potranno mai realizzare.

Un saluto a tutti


Ultima modifica 02/feb/2009 10.57
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L'infinita leggerezza dell'essere

Gli e_book? Mi torneranno senz'altro utili.C'è chi pensa alle condivisioni.Un eremita quale sono pensa alla sua praticità,intere biblioteche da portare nel mio zaino e leggere l'Orlando Furioso dalla cima di una montagna....Da qui messere si domina la valle quel che si vede è ma se l'imago è scarna al vostro occhio scendiamo a rimirarla da piu'in basso e planeremo in un galoppo alato entro il cratere dove gorgoglia il tempo....
Già penso proprio che sia la soluzione a questi miei problemi.
Ciao Marco
Nat

Ultima modifica 02/feb/2009 10.27
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A disposizione!

Inutile dire quanto la cosa mi trovi coinvolto e interessato :)

Lavoro estremamente interessante, che mi piacerà seguire. Fin da ora mi preme sottolineare la rilevanza, rispetto alle indagini su libro-ebook, del concetto di "attention span". Sino ad oggi tutte le innovazioni tecnologiche sono state orientate al "di più" e "in meno tempo". Gli ebook reader di nuova generazione (e-ink) mi sembrano finalmente il primo esempio di "gadget" digitale che va nella direzione di un "di meno" (fanno sostanzialmente una cosa, molto bene) e "in più tempo": non è la "velocità" il loro parametro di riferimento. Questo prelude ad una possibile preservazione della lettura prolungata ed approfondita anche nell'epoca digitale.

Ultima modifica 02/feb/2009 06.51
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Diversità di scopo

Trattandosi di sostituire un supporto fisico (la carta) con uno "immateriale", l'impatto sulla lettura può essere molto piu' ampio che legato al "libro". Lo stesso Tombolini sta lavorando a un progetto di egovernment per eliminare i vari documenti legati alle attivita' dei consigli (comunali, provinciali, regionali, ecc.) e ieri abbiamo letto che il NYT spenderebbe il doppio pagando la carta in un anno, rispetto a mandare un kindle (e-reader) a tutti i suoi lettori http://www.alleyinsider.com/2009/1/printing-the-nyt-costs-twice-as-much-as-sending-every-subscriber-a-free-kindle

Il punto è: esistono diversi modelli di lettura? Leggiamo allo stesso modo per studio, per lavoro e per diletto? dipende dal contesto ambientale o da una nostra predisposizione? per questo ho avviato http://biblioduezero.ning.com
Per questo concordo che si tratta di diversi modelli che potranno convivere.. l'esperienza di uno spettacolo teatrale è surrogata dalla visione televisiva, ma potendo scegliere si va a teatro, a meno di non avere ostacoli (economici, fisici, ecc.)

Il processo è gia' avviato, e in questo i fattori evolutivi sono: sono l'e-ink, vera innovazione dei dispositivi per la lettura-elettronica, modalità efficaci di recupero dell'informazione (meccanismi semantici di ricerca a esempio) e modelli economici sostenibili per gli editori.

Ultima modifica 02/feb/2009 02.00
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Lettura distratta e comprensione parziale

Ciao
la proposta mi sembra interessante; cercherò di seguire i progressi del vostro lavoro.
La prima considerazione che mi viene in mente, dopo una prima superficiale lettura, è questa.
Leggendo un romanzo, la comprensione parziale e la lettura distratta delle parti che in quel momento non m'interessano non pregiudicano quasi mai la fruizione dell'opera e spesso creano le basi per un'altra lettura, fatta magari anni dopo, che darà nuove emozioni e nuovi insegnamenti.
Se leggo un manuale, invece, devo cercare di capire il più possibile.
Quindi, il libro di carta lascia più spazio al lettore e 'interazione, tipica del supporto informatico, favorisce una maggior percentuale di comprensione.
Arrivederci

Ultima modifica 02/feb/2009 00.07
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Il peso della tabella

Carissimi
apprezzo molto il rigore della disamina. Prometto di rileggere tutto con più profondità. Intanto, una prima osservazione. Credo che il focus della riflessione sia sul peso di determinati riquadri. La tabella rischia di mettere sullo stesso piano caratteristiche che hanno pesi diversissimi. Attiro la vostra attenzione su due, a mio parere fondamentali. L'economicità della forma libro, nonostante lo sviluppo tecnologico nel campo delle batterie, è allo stato attuale un item molto "pesante" nel confronto. Viceversa, il carattere di modificabilità, ibridazione, riproducibilità, ipermedialità dell'e-book ha un peso di gran lunga superiore non solo rispetto al cartaceo, ma a tutte le potenzialità cognitive e mediali dell'elettronico.
Saluti

Ultima modifica 01/feb/2009 13.46
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Revisioni e possibilità di confronto

Ciao,
leggendo il vostro e-book mi sono incuriosito alla voce revisioni e ho visto che in pochissimi giorni avete apportato modifiche registrate per un totale di 200 revisioni; confrontabili, volendo tra loro.
Mi sono divertito a confrontare la 25 con la 200 e ho visto quante informazioni sono state elaborate prima di arrivare al testo leggibile oggi.
Semplicemente questa possibilità di WIP non esistente per i libri in formato cartaceo ma possibile con e-book mi fa capire che le potenzialità di questo nuovo modo di scrivere e leggere non sono ancora comprensibili in tutta la loro potenzialità
Mi associo ai complimenti e penso che vi leggerò durante le prossime settimane con molta curiosità.
Cordiali saluti

Ultima modifica 01/feb/2009 10.22
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un “nuovo” (che nuovo non è del tutto)

Una delle opzioni di crescita potrebbe essere l'unione del web e la lettura condivisa a distanza.
Questo significa n persone che leggono e soprattutto discutono e condividono il libro o una sua parte utile.
Mi chiedo da profano perché un normale laptop non possa fungere da lettore. O lo fa?
Altra cosa (non ho mai visto un e-book, forse si sarà capito!) Se uno volesse ascoltarlo invece che leggerlo, lo si può fare? Magari con alcuni modelli?
Ottimo lavoro che seguirò anche per cercare di capire perché questa modalità di lettura non entra nell'uso generale.

Ultima modifica 02/feb/2009 07.57
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In condivisione....

La lettura di questo vostro lavoro ha messo in “chiarezza” mie impressioni vaghe e mi pone interessanti spunti di riflessione.
Con alcune colleghe spesso abbiamo discusso di queste due “modalità” di lettura/lettore, in antitesi tra loro e con “palese” supremazia della lettura su supporto cartaceo e conseguente influenza negativa anche sui ragazzi. Voglio porre alla loro attenzione, riflessione e discussione la vostra analisi attenta ed autentica dell' e-lector.

Ultima modifica 01/feb/2009 06.55
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marco guastavigna
marco guastavigna
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