0. Patto evoluto con il Lettore
Abbiamo entrambi un'ampia esperienza di scrittura di articoli e saggi su supporto cartaceo e all'interno di canali editoriali tradizionali.
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| Leggere sul BlackBerry (il testo visualizzato si scarica gratuitamente) |
Allo stesso modo ci cimentiamo da tempo con la produzione di materiali su supporto digitale e con distribuzione affidata alla rete Internet.
Di Knol apprezziamo il richiamo all'autorevolezza degli autori come prerequisito per la credibilità delle unità di conoscenza messe a disposizione degli utenti della piattaforma, che lo differenzia da altri modelli comunicativi presenti in rete, e la possibilità per gli autori stessi di ricevere pareri, commenti e integrazioni alla loro elaborazione.
La nostra intenzione è quella di confrontarci con una forma di scrittura che tenti di concretizzare elementi di transitorietà e modificabilità propri del pensiero, per sua stessa natura dinamico. Tali caratteristiche sono determinanti sia dal punto di vista diacronico, nella misura in cui lo scorrere del tempo fa sì che le acquisizioni raggiunte vengano implementate da ulteriori dati; sia da quello sincronico, poiché le sollecitazioni contemporanee rischiano di non trovare la giusta collocazione in modalità di scrittura tradizionale.
Abbiamo pertanto deciso di esasperare la "residenza" su supporto digitale di questo knol, realizzando un articolo dichiaratamente in progress permanente, a partire dagli appunti iniziali, che pubblichiamo il 23 gennaio 2009 e che andremo via via incrementando, perfezionando, testualizzando e "ipertestualizzando". Applicheremo, insomma, la prospettiva della pubblicazione come processo anziché come prodotto.
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| Libro-di-carta con integrazione digitale |
Per adesso, scegliamo anche di riservarci tutti i diritti, ovvero di adottare la formula tradizionale del copyright a difesa della proprietà intellettuale delle nostre idee - per difenderle da un uso della rete un po' troppo disinvolto e a volte "pelosamente" ingenuo - e di procedere a collaborazione chiusa, per aver modo di riflettere con calma. Con il tempo, questi due aspetti dell'articolo potranno essere modificati.
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| Abbiamo scattato la fotografia alla Fiera del Libro di Torino: la frase è certamente suggestiva, forse un po' dogmatica. Per conoscere le argomentazioni di sostegno si devono fare i conti, oltre che con il copyright, con le royalties dell'acquisto del libro a cui si riferisce. |
Un'ultima considerazione: in questo knol non intendiamo affrontare in modo specifico il problema dei libri di testo digitali per la scuola, che individuano una visione riduttiva del tema; poiché però la discussione in merito è un tema attuale le abbiamo dedicato un contributo separato.
Sui libri di carta e sui libri digitali sono state frequenti le posizioni estreme: rifiuto vs. accettazione, entrambi in blocco. Allo stesso modo, tra coloro che sono per la “legittimazione” degli ebook, è molto diffusa l’idea del superamento, efficacemente riassunta dallo slogan “ Grazie Gutenberg. E addio.”, che accompagnava il BarCamp di Rimini .
Queste posizioni non ci convincono, in assoluto e per l’eccesso di sintesi con cui vengono formulate.
| Il video è stato sottotitolato dall'amico Francesco Caviglia e ci è stato fornito da Lanfranco Genito |
La ratio fondamentale di questo articolo è invece proprio l’affermazione che, per capire, è necessaria un’analisi molto approfondita dei due diversi insiemi, che comincia affrontando gli aspetti fisici dei due campi. Sottesa al ragionamento, una prospettiva che considera il libro come appartenente all'insieme più vasto dei prodotti culturali a cui l'umanità ha accesso da un paio di secoli almeno.
Ambedue i tipi di libro contengono sul piano culturale elaborazioni espressive o concettuali; nel caso della carta la reificazione avviene attraverso un processo che prevede l'impiego di tecnologie di scrittura e di stampa; nel caso del file, intervengono, invece, tecnologie digitali di scrittura, di "salvataggio", di riproduzione e di visualizzazione.
Nel caso della carta, il peso del libro è quello dell'oggetto; nel caso del libro digitale quello del dispositivo di fruizione.
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| Il Reader di ICDL |
L'evoluzione ergonomica del "volumen", il libro di carta, è probabilmente ormai giunta a saturazione, mentre le caratteristiche dei dispositivi dedicati in modo parziale alla lettura di ebook e soprattutto di quelli che hanno esclusivamente questa funzione sono in progress continuo, allo scopo di rendere sempre più congruenti con le esigenze cognitive del processo di lettura le possibilità fisiche e operative offerte - e di conseguenza i vincoli introdotti. Si tratta ovviamente di un passaggio molto delicato, perché al momento i lettori hanno abitudini di lettura fortemente condizionati dalle modalità offerte dal libro di carta. Per questa ragione, in questa parte del knol cercheremo di confrontare libri tradizionali e libri digitali dal punto di vista delle rispettive "configurazioni" del processo di lettura e degli "atti" che lo compongono. Cominciamo con la lettura orientativa, ovvero quella che si compie per avere un'idea di massima di un testo. Il libro di carta ci ha abituato a queste pratiche, tutte con una valenza cognitiva molto precisa:
Proseguiamo con la lettura intensiva, ovvero quella che si compie per comprendere a fondo il contenuto di un testo. Il libro di carta ci ha abituato a queste pratiche:
La gran parte dei dispositivi, sia a destinazione specifica sia di uso più generale, al momento consente (e vincola a) di:
Analizziamo ora gli atti di elaborazione e studio necessari per impadronirsi del contenuto di un testo. Il libro di carta ci ha abituato a queste pratiche;
I dispositivi per la lettura di ebook propongono (e consentono) a seconda dei casi di:
Più in generale, il libro di carta si caratterizza dal punto di vista strutturale per la necessità/pretesa di avere al suo interno contenuti culturali il più possibile definitivi e per il fatto che permette rimandi ad altri contenuti esclusivamente statici; l'ebook, invece, può prevedere aggiornabilità dei contenuti e dinamicità dei rimandi. A proposito della dimensione ipertestuale e "reticolare", dopo aver precisato che essa riguarda anche i libri di carta (note, citazioni, indicazioni bibliografiche ne sono esempi evidenti) , va sottolineato che la sua attivazione è però completamente a carico del lettore e delle sue risorse (disponibilità di tempo e di denaro, possibilità di movimento e così via), mentre nel caso dell'ebook essa può essere a carico del file, del dispositivo e della loro rete di risorse, ovviamente una volta risolti da parte degli autori i problemi di copyright dei vari rimandi previsti.
1.3. ProiezioniÈ innegabile che il processo della lettura possa essere condizionato dalla percezione che chi si accinge ad esso può avere dell’oggetto che deve essere usato perché sia effettuabile. Provate a riguardare il video di Antonio Tombolini e i diversi dispositivi che fanno parte dell’apparato iconografico del nostro lavoro, e non potrete fare a meno – pur nell’interesse che parole e immagini possono suscitare – di apporre quasi automaticamente una sorta di etichetta; un’etichetta che dice “tecnologia”, invece che e prima che “lettura”. Prima di ciò che il dispositivo “hi-tech” può fare, si pensa – cioè – a “come” può farlo.
La dimensione tecnologica incorporata nei dispositivi prevale inevitabilmente nelle percezioni e scavalca ciò che lo accomuna al libro cartaceo : l’essere contenitore materiale di contenuti. Questa prospettiva dimentica (ignora?) il fatto che anche il libro cartaceo ha conosciuto una propria specificità tecnologica , che – con lo scorrere dei secoli – si è raffinata in maniera esponenziale. Ma raramente essa ha rappresentato argomento e motivo di riflessione: l’aspetto prevalente – per non dire unico – è la connotazione di una dignità culturale (più o meno sottolineata) che al libro di carta apparterrebbe per sua stessa natura. Essa deriva dal fatto che in quell’ oggetto autoconsistente si misurano e si concretizzano due attività culturalmente significative: la scrittura da parte dell’autore; e la lettura da parte del lettore. Le due attività fondamentali su cui si basano l’approccio e il rafforzamento della cultura e delle capacità comunicative di ogni individuo; ma anche della sua formazione civile, etica, politica. Pertanto giustamente sublimate dalla tradizione e da tutto ciò che interviene nella formazione della dimensione individuale e collettiva dell’appropriazione della cultura stessa, dalla scuola in poi. È ora di provare a valutare gli e-book con la stessa chiave di lettura, indipendentemente dai dispositivi. Anche perché la prospettiva obbligatoriamente legata alla loro “tecnicalità” ancora troppo spesso impedisce di vederne – al di là di tale connotazione, considerata erroneamente determinante - non solo la dimensione di contenitore culturale, ma anche le possibilità di sviluppo ulteriore delle valenze cognitive.
A quel diffusissimo e limitativo approccio quasi unicamente tecnicale contribuisce un dato che, pur essendo apparentemente “fisico”, oggettuale, convoglia significati altri e marca una differenza sostanziale non solo in termini concreti, ma anche soggettivi e culturali, tra libro in carta ed e-book stesso. Per quanto riguarda l'e-book la distinguibilità è quasi inesistente, per il libro cartaceo, viceversa, marcata: ogni libro di carta si concretizza, come abbiamo già detto, in un numero elevato di “oggetti” – le copie – separati ma non diversi e tuttavia ad alta potenzialità di distinguibilità.
Inoltre, le tracce impresse sul libro cartaceo ad opera dell’editore (tipo di edizione, copertina, impaginazione, scelta dei caratteri, nonché apparato di supporto, quale l’autorevolezza dell’introduzione, delle note, eventuale apparato iconografico ecc.) e quelle impresse dal possessore (usura, marcatura, notazioni, rilegature, forme le più svariate di personalizzazione, come gli ex libris) rappresentano elementi che connotano fortemente l’oggetto, definendo nel primo caso una serie di intenzionalità determinate dalle scelte editoriali, nel secondo una “storia” che parla del rapporto tra soggetto e oggetto. Che parla, quindi, del senso che l’individuo attribuisce al possesso dell’oggetto. Nell’ e-book, invece, il possesso è relativo all’oggetto-dispositivo, ma non all’oggetto-book, che viene posseduto – eventualmente – solo in senso mentale, cognitivo, emotivo. Non nella sua concretezza. Dalla dimensione eminentemente culturale del libro cartaceo, validata da secoli di tradizione, derivano una serie di conseguenze riferibili all’oggetualità (o fisicità) del libro – segnalate altrove – che comportano ulteriori ricadute. Il libro cartaceo si colloca per antonomasia tra i possibili doni da fare a un bambino, un parente, un amico, perfino un personaggio importante a cui rendere omaggio. Per non parlare della dedica (personalizzata) del donatore e/o autografa dell'autore, valori aggiunti di carattere simbolico appartenenti all'insieme delle potenzialità degli oggetti materiali, dei libri-di-carta. La maggiore o minore presenza di libri all’interno di un appartamento, inoltre, non rappresenta semplicemente un viatico per supporre il livello culturale dei suoi abitatori, ma anche un complemento di arredamento in sé; e, in questo senso, definisce la scelta – di per sé significativa - di adottare il libro cartaceo con questa funzione. Una scelta socialmente determinata: generalmente molto più frequente nelle classi media e alta, abituate, indipendentemente dall’effettivo livello culturale, ad individuare nel libro un simbolo di validazione per l’omologazione a modelli socialmente e culturalmente auspicabili. Per il momento non si può dire altrettanto per tutti i dispositivi cui ci stiamo riferendo, indipendentemente dal loro design e dall’arco delle loro funzioni; innanzitutto per il fatto, come abbiamo detto in precedenza, che il rapporto tra supporto e contenuto per il libro cartaceo è di 1:1, mentre per l’e-book è potenzialmente di 1:N. E poi perché l’immediata visibilità di alcuni elementi del libro cartaceo, ad esempio il titolo o l’autore, corroborano la compatibilità con l’omologazione a quei modelli. Il libro cartaceo, dunque, si colloca per sua stessa natura in una zona legata alla provenienza socio-economico-culturale. Bisogna per contro sottolineare che il livello di “interclusività culturale” del contenuto nel libro appare estremamente ridotto rispetto a quello dei dispositivi che consentono la lettura di e-book. Essi – viceversa – individuano da questo punto di vista potenzialità pressocché illimitate, considerando anche la sinergia con la rete e i margini di miglioramento della tecnologia neppure preventivabili. Secondo la ricerca inglese Digital Entertainment Survey dello scorso anno, lo scarso successo che l’e-book è dovuto alla poca dimestichezza con le tecnologie lamentata dagli intervistati. Da questo punto di vista occorre porre l’accento su due aspetti che appaiono fondamentali. Innanzitutto nel libro cartaceo la necessità di esplorazione dell’interfaccia del dispositivo (dall’aprire il volume allo sfogliare le pagine) fa talmente parte di una gestualità usuale e consolidata da risultare quasi inesistente. Nel dispositivo per la lettura dell’e-book essa risulta al momento medio-alta, e comporta una serie di capacità pratiche che non fanno parte ancora del nostro back-ground gestuale, al punto da essere assurte allo pseudo concetto di “competenze tecnologiche”. Ingenerando in questo modo un circolo vizioso che – ancora una volta – vincola la maggiore o minore apprezzabilità dell’e-book non alla attendibilità culturale, diventando elemento probante. Mentre la comprensibilità di un libro cartaceo è assolutamente ed unicamente vincolata ai contenuti del libro stesso, nel caso dell’e-book essa viene così implementata (ed è direttamente proporzionale) dalla capacità di usare il dispositivo in maniera più o meno consapevole e ottimale. La potenzialità dei contenuti convogliati, centrata esclusivamente sui contenuti stessi nel libro cartaceo, appare invece incrementata dalla capacità di avvalersi del dispositivo. E non solo, è bene sottolinearlo, da un punto di vista tecnicale. Ma anche dalla capacità di informare le proprie strutture cognitive al senso, alla regola, alle specificità del dispositivo stesso. Sarebbe peraltro erroneo sostenere che nel libro cartaceo sia assente il potenziale dinamico, come sostiene una certa vulgata dell’ipertestualità e dell’ipermedialità. In realtà il reticolo di suggestioni e di associazioni determinate dalla lettura di un testo configura da sempre una sorta di muto dialogo tra libro e lettore, tanto più animato e a tutto campo quanto più uno dei protagonisti è un lettore consapevole e culturalmente attrezzato. Il lettore compara il proprio alfabeto con quello del libro, derivandone una serie di conseguenze e potenzialità dinamiche sul piano culturale e cognitivo che configurano una sorta di mappa teorica. Per concretizzare la quale può essere necessaria l’acquisizione di altri libri e l’inaugurazione di altre letture. Il libro cartaceo possiede dunque una evidente dinamicità: - La prima a carico dell’autore, che può avere una maggiore o minore volontà di esplicitare un sistema di rimandi. - La seconda a carico del lettore che mette in gioco, attiva la propra dotazione culturale pregressa, in un gioco di implementazione tra ciò che c’era e ciò che viene inverato dalla lettura. Anche nel caso dell’ e-book la dinamicità dipende dalla volontà e dalla cura dell’editore di creare link (rimandi attivi), pratica molto più agevole ed asaustiva di qualunque esplicitazione o apparato di note – per quanto rigoroso – su un libro cartaceo. Essa è potenzialmente molto elevata e può avere effetto moltiplicativo. La possibilità di approntare strumenti di interazione e di comunicazione attorno al contenuto di un libro configura futuri ipotetici e-book - curati con criteri culturalmente autorevoli - come strutture nucleari di base dai confini permeabili. La dinamicità di un e-book è insomma potenzialmente molto più elevata e può avere effetto moltiplicativo.
2. E-Lector: il Lettore EvolutoImmaginiamo un e-lector. L’identikit che corrisponde a questa nuova figura di fruitore ed elaboratore di processi culturalmente significativi non può coincidere con un lettore che legga esclusivamente su supporto digitale. Una scelta del genere individuerebbe una selezione ideologica, rafforzando un concetto di alternatività definitiva tra l’opzione tecnolgica e quella tradizionale. Che non corrisponde a quella che riteniamo possa essere la prospettiva futura. Riteniamo infatti non sia opportuno né corretto porre la necessità di una scelta; ma – semmai – riflettere e incoraggiare un processo che integri, implementi, corrobori tutte le scelte possibili, nel momento in cui esse siano caratterizzate da autorevolezza culturale. Fermo restando questo punto di partenza, a cui non può evitare di ispirarsi un eventuale tentativo di posizionamento dell’e-book sul mercato editoriale ma, soprattutto, in una dimensione squisitamente culturale, bisogna immaginare che la caratteristica essenziale, prioritaria del nostro e-lector sia avere piena consapevolezza che:
Senza pre-giudizi, in un senso o nell’altro. Senza preclusioni culturali. Senza nostalgici arroccamenti o futuristiche preferenze; senza una dimensione necessariamente conservatrice o un’opzione fideisticamente modernistica. L’e-lector è un lettore che ha già letto; e molto. È un Lettore a cui leggere piace. È un Lettore che sa che la lettura è un’operazione interpretativa e critica. È un Lettore che si è reso conto che la Lettura è utile e necessaria. È un Lettore che ha imparato che non tutto si legge allo stesso modo e con gli stessi obiettivi e risultati. È, insomma, un Lettore consolidato, adeguato sul piano culturale, cognitivo, ergonomico alla società della conoscenza globalizzata, che gli dà maggiori opportunità di lettura e gli richiede competenze più complesse. L’e-lector non si contrappone, dunque, al lector; ma ne costituisce il completamento senza soluzione di continuità. Insomma, al centro del processo di innovazione e di adattamento non vi sono oggetti elettronici o cartacei, ma consapevolezza, intenzioni e capacità di scelta del Lettore, dei diversi lettori. E-lector, nella dimensione che stiamo immaginando, con le caratteristiche imprescindibili che gli stiamo attribuendo, non significa, dunque, lettore elettronico. Una simile ipotesi confermerebbe il senso di una tendenziale e caratteristica divaricazione tra sostenitori della modernità e sostenitori della tradizione che noi rifiutiamo. Poiché in questa matrice riconosciamo una serie di equivoci – da un punto di vista e dall’altro - che hanno contaminato negativamente i processi culturali, soprattutto negli ultimo decenni. E-lector significa, secondo noi, lettore evoluto: l’unico in grado di interpretare in maniera adeguata e corretta la sfida – che non significa rinuncia, alternatività, sostituzione – dell’accostamento dell’e-book al libro tradizionale. 3.Si deve evolvere anche l'Autore.
Al momento, i libri digitali più diffusi e in particolare quelli fruibili su ebook reader sono in formato PDF o in formato EPUB e sono romanzi, raccolte di racconti e di poesie, saggi e altri testi analoghi, la cui origine è assolutamente tradizionale. Si tratta cioè di oggetti paper natives, trasferiti su un dispositivo di supporto diverso dalla carta in modo quasi accidentale. La digitalizzazione (che sempre più spesso è una fase del loro processo di produzione, precedente la stampa soprattutto per quanto scritto negli ultimi 15-20 anni) serve infatti pressoché soltanto a ridurne (o azzerarne) i costi di distribuzione e quindi il prezzo di vendita. Un esempio di questo è la politica commerciale di Amazon.com a proposito del prossimo best-seller di Stephen King. Non a caso Amazon ha realizzato un suo ebook reader.
Prescindendo (per ora') dall'analisi dettagliata di prodotti culturali a matrice digitale quali pagine Web statiche e dinamiche , Wiki, Blog, ma anche raccolte su DVD e CD e così via, tra i quali intervengono certamente alcune differenze (a partire dal fatto che per il secondo insieme si parla di processi di stampa e si ottengono oggetti dotati di una particolare forma di materialità), vogliamo in questa sezione del nostro e-saggio - che da questo punto di vista i nostri evoluti lettori sapranno utilizzare da esempio - vogliamo provare a ragionare sulle differenti caratteristiche di un prodotto culturale che l'autore sa destinato in via proritaria al supporto tradizionale. rigido, e di un prodotto culturale destinato invece in via proritaria al supporto digitale. L'ipotesi di partenza prevede in realtà una tripartizione dei supporti. nessuno dei quali destinato a soppiantare gli altri: a. tradizionale, la carta; b. flessibile, il digitale "puro"; c. ibrido, ovvero dispositivi come gli ebook reader, che tentano di sommare le migliori caratteristiche del primo e del secondo supporto, mutuando per esempio la leggibilità dalla carta e la quantità dal digitale, ma sono rivolti esclusivamente alla fruizione e non alla vera e propria elaborazione culturale - fatta salva cioè la possibilità di sottolineare e marcare graficamente i materiali e di "vergare" a mano rapidi appunti in modalità "quaderno digitale" con uno stilo simile a quello di un computer palmare. L'autore evoluto saprà scegliere a quale supporto destinare la sua opera, in funzione delle caratteristiche che le diverse opzioni gli consentiranno di farle assumere. Qui di seguito ne elenchiamo alcune. Il supporto tradizionale è adatto per accogliere conoscenze che siano, completamente o in parte: - stabili; - essenziali; - consolidate e condivisione; - chiuse; - conclusive; - ad authoring fortemente identificato. A tali conoscenze si adattano, sul piano comunicativo, l'integrazione di testo e immagini statiche, accanto a rimandi ipertestuali inerti, con scopi strutturali (per esempio gli indici) e referenziali (per esempio note e citazioni). Il supporto flessibile puro sembra più adatto per accogliere conoscenze che siano, completamente o in parte - dinamiche, in progress; - complementari; - discusse; - aperte; - incrementabili; - bisognose di sintassi reticolare esplicita; - ad authoring liquido, anche collaborativo. A tali conoscenze si adattano, sul piano comunicativo, la dimensione multimediale, accanto a rimandi ipertestuali attivi, che non solo hanno funzione strutturale, ma interconnettono materiali che sono parte costitutiva dell'insieme culturale su cui si agisce. Il supporto digitale "ibrido" potrà essere utilizzato in situazioni intermedie, per esempio per consentire rimandi ipertestuali attivi con cui sia stato arricchito un prodotto destinato in origine alla carta, oppure per rendere più facilmente fruibili alcuni prodotti digitali - soprattutto se e quando gli e-book reader avranno risolto il problema dei prezzi, della fragilità, del colore e della possibilità di contenere prodotti multimediali. 4. Requisito imprescindibile: l'autorevolezzaLa nostra analisi – per trovare una collocazione in un dibattito serio perché svincolato dagli effetti speciali cari alla mentalità tecnocratica, dibattito che, crediamo, non potrà tardare ad affermarsi – deve contemporaneamente partire dal presupposto e concludersi con l’affermazione intransigente dell’unica dimensione che può rendere significativo ragionare su libro cartaceo e libro digitale: l’autorevolezza del prodotto culturale, che è determinante per la valenza e l’efficacia di qualsiasi intervento. In particolare, crediamo che le case editrici dovranno abbandonare qualsiasi ricerca di semplificazioni, per approcciare invece la questione con una prospettiva davvero culturale, svincolata dalle urgenze e dalle scorciatoie di mercato. Solo in questo modo potrà nascere e consolidarsi una comunità di riflessione e di elaborazione in questo particolare settore di frontiera tra novità e tradizione. Consideriamo infatti che storicamente le nozioni di auctor e del più astratto auctoritas derivano da augeo [(far nascere; accrescere, aumentare, far crescere, ingrandire; innalzare); cfr. gr. Αυξάνω, “accresco”, ted. Wachsen, “crescere”]. Nel suo significato più antico il verbo rimanda non al fatto di accrescere ciò che già esiste, ma all’atto di produrre dal proprio seno: atto creatore che fa sorgere qualcosa da un terreno fertile e che è privilegio degli dei e delle grandi forze naturali, non degli uomini. L’auctoritas è dunque letteralmente l’atto della produzione e la definizione della qualità che riveste e che pretende. Pertanto la parola auctor (colui che promuove, la persona autorizzata/che autorizza), coerentemente con il senso del verbo, rimanda ad un significato concreto e ad uno più astratto, relativo all’atto della creazione: fondatore, iniziatore, ispiratore, promotore, autore, maestro. È, cioè, colui che possiede – appunto - l’auctoritas, come “diritto di proprietà”; che poi diventa “autorità, autorevolezza, prestigio, influenza; volontà, decisione e quindi garanzia; ”. Dalla stessa radice, significativamente, derivano auxilium, “aiuto, assistenza, rimedio” e – suggestivamente – augur, -uris “augure”, augurium, i “augurio, segno profetico, predizione, presagio”; e – per slittamento semantico – augustus, a, um “venerabile”. La connotazione di accrescimento, di nutrimento, di creazione di una dimensione ulteriore – nel nostro caso della conoscenza e della comprensione – sono garantite da quella facoltà – allusiva ad una dimensione trascendentale - che è l’auctoritas, prerogativa esclusiva dell’auctor. È proprio l'auctoritas a rendere un libro – cartaceo o digitale che sia – un reale auxilium: la fondazione di una condizione ulteriore, una crescita, un miglioramento. A essere dirimente rispetto a qualunque tentativo di accostare il digitale al cartaceo è insomma l'autorevolezza. Senza di essa si tratterà esclusivamente di bieche operazioni economiche, non accreditabili in nessun modo sul piano culturale. I libri devono continuare ad aiutarci a capire, fluidamente, dinamicamente. Questo work in progress perciò è dedicato a tutti coloro che hanno ancora voglia di provare a capire e ai loro commenti. Senza pre-giudizi e soprattutto senza formule immobili.
Appendice 1: Sitografia - Ebook di seconda generazione - Enhanced Book, parte seconda - Una calda discussione sui libri scolastici - Un ebook a interfaccia discutibile, dove il lettore perde il governo dei materiali del convegno Nati Digitali - Bartezzaghi e Assante su Repubblica - Gli studenti discutono di Internet e sapere - Repubblica@scuola Appendice 2: Interventi pubblici degli Autori sul tema: Atto di lettura nell'epoca dei dispositivi digitali - Bologna, Docebo_tech ; 15 aprile 2009 - Cidi di Napoli; 17 aprile 2009, in seminario dedicato all'argomento
- Fosdinovo, 23 maggio 2009, nell'ambito del convegno "Le scuole adotteranno gli e-book? Vediamo chiaro", convegno promosso dall'Assessorato alla cultura |













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Eleonora Panto
Invita come autore
E il DRM?
in realta' gia' la prima meta della frase era sufficiente: non è solo questione di alfabetizzazione digitale.
Il punto è che un certo ebook viene venduto per un certo dispositivo. E se il supporto cartaceo (inscindibile dal testo) lo posso prestare a chi voglio, il file non lo posso condividere. Ammesso che l'ebook che cerco sia disponibile per l'e-reader di cui dispongo.
Sull'inserto Nova del Sole 24 ore di oggi c'è per altro un articoletto sull'evoluzione del mercato degli ebook e dei dispositivi per la loro lettura,
In particolare, si citano un prossimo software di gestione testi per l'i-phone e la politica commerciale di Amazon.
Non abbiamo modo per adesso di occuparci in modo analitico anche di questi aspetti e risolveremo per ora il problema con qualche link.
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Giovanni Marciano
Invita come autore
Valenza formativa vs valenza emotiva
Ben venga l'ampia analisi, ma per chi opera in campo formativo (dai piccini agli adulti) la diatriba sull'e-book si gioca anche su questo aspetto. Il giorno che a scuola saranno riconosciuti gli apprendimenti maturati da un giovane (o meno) e-lector, allora forse saremo a una svolta culturale che le tecnologie, da sole, non potranno mai realizzare.
Un saluto a tutti
Natale Natale
Invita come autore
L'infinita leggerezza dell'essere
Già penso proprio che sia la soluzione a questi miei problemi.
Ciao Marco
Nat
Antonio Tombolini
Invita come autore
A disposizione!
Lavoro estremamente interessante, che mi piacerà seguire. Fin da ora mi preme sottolineare la rilevanza, rispetto alle indagini su libro-ebook, del concetto di "attention span". Sino ad oggi tutte le innovazioni tecnologiche sono state orientate al "di più" e "in meno tempo". Gli ebook reader di nuova generazione (e-ink) mi sembrano finalmente il primo esempio di "gadget" digitale che va nella direzione di un "di meno" (fanno sostanzialmente una cosa, molto bene) e "in più tempo": non è la "velocità" il loro parametro di riferimento. Questo prelude ad una possibile preservazione della lettura prolungata ed approfondita anche nell'epoca digitale.
Eleonora Panto
Invita come autore
Diversità di scopo
Il punto è: esistono diversi modelli di lettura? Leggiamo allo stesso modo per studio, per lavoro e per diletto? dipende dal contesto ambientale o da una nostra predisposizione? per questo ho avviato http://biblioduezero
Per questo concordo che si tratta di diversi modelli che potranno convivere.. l'esperienza di uno spettacolo teatrale è surrogata dalla visione televisiva, ma potendo scegliere si va a teatro, a meno di non avere ostacoli (economici, fisici, ecc.)
Il processo è gia' avviato, e in questo i fattori evolutivi sono: sono l'e-ink, vera innovazione dei dispositivi per la lettura-elettronica, modalità efficaci di recupero dell'informazione (meccanismi semantici di ricerca a esempio) e modelli economici sostenibili per gli editori.
Anonimo
Invita come autore
Lettura distratta e comprensione parziale
la proposta mi sembra interessante; cercherò di seguire i progressi del vostro lavoro.
La prima considerazione che mi viene in mente, dopo una prima superficiale lettura, è questa.
Leggendo un romanzo, la comprensione parziale e la lettura distratta delle parti che in quel momento non m'interessano non pregiudicano quasi mai la fruizione dell'opera e spesso creano le basi per un'altra lettura, fatta magari anni dopo, che darà nuove emozioni e nuovi insegnamenti.
Se leggo un manuale, invece, devo cercare di capire il più possibile.
Quindi, il libro di carta lascia più spazio al lettore e 'interazione, tipica del supporto informatico, favorisce una maggior percentuale di comprensione.
Arrivederci
Daniele
Invita come autore
Il peso della tabella
apprezzo molto il rigore della disamina. Prometto di rileggere tutto con più profondità. Intanto, una prima osservazione. Credo che il focus della riflessione sia sul peso di determinati riquadri. La tabella rischia di mettere sullo stesso piano caratteristiche che hanno pesi diversissimi. Attiro la vostra attenzione su due, a mio parere fondamentali. L'economicità della forma libro, nonostante lo sviluppo tecnologico nel campo delle batterie, è allo stato attuale un item molto "pesante" nel confronto. Viceversa, il carattere di modificabilità, ibridazione, riproducibilità, ipermedialità dell'e-book ha un peso di gran lunga superiore non solo rispetto al cartaceo, ma a tutte le potenzialità cognitive e mediali dell'elettronico.
Saluti
Tino Soudaz
Invita come autore
Revisioni e possibilità di confronto
leggendo il vostro e-book mi sono incuriosito alla voce revisioni e ho visto che in pochissimi giorni avete apportato modifiche registrate per un totale di 200 revisioni; confrontabili, volendo tra loro.
Mi sono divertito a confrontare la 25 con la 200 e ho visto quante informazioni sono state elaborate prima di arrivare al testo leggibile oggi.
Semplicemente questa possibilità di WIP non esistente per i libri in formato cartaceo ma possibile con e-book mi fa capire che le potenzialità di questo nuovo modo di scrivere e leggere non sono ancora comprensibili in tutta la loro potenzialità
Mi associo ai complimenti e penso che vi leggerò durante le prossime settimane con molta curiosità.
Cordiali saluti
Alfredo Tifi
Invita come autore
un “nuovo” (che nuovo non è del tutto)
Questo significa n persone che leggono e soprattutto discutono e condividono il libro o una sua parte utile.
Mi chiedo da profano perché un normale laptop non possa fungere da lettore. O lo fa?
Altra cosa (non ho mai visto un e-book, forse si sarà capito!) Se uno volesse ascoltarlo invece che leggerlo, lo si può fare? Magari con alcuni modelli?
Ottimo lavoro che seguirò anche per cercare di capire perché questa modalità di lettura non entra nell'uso generale.
Sì, un Laptop è in grado di fungere da Ebook Reader (attenzione, è questa l'espressione corretta per indicare un dispositivo dedicato all'archiviazione e attivazione di file; con Ebook si intende il file a prescindere dal dispositivo specifico), anche perché molti sono in grado via software o via hardware di ruotare lo schermo con il lato lungo in verticale.
Non è in grado però di eguagliarne le prestazioni per almeno tre specificità:
- peso,
- leggibilità dovuto alla particolare illuminazione dello schermo consentito dall'inchiostro elettronico (e-ink),
- fastidio dovuto alla eventuale presenza di un oggetto riscaldante in grembo o sulle gambe.
Non è un caso che XO di Negroponte (il laptop da 100 dollari) cerchi di emulare un ebook reader sulla base proprio di peso, ruotabilità di monitor e della videata, assenza di sensazione di calore nella parte in contatto con il corpo e tipo di illuminazione del monitor stesso.
Per l'ascolto ci vuole la trasformazione in un file MP3 o simili, per cui ci vuole un software specifico che trasforma il testo in audio (ovviamente questo può essere fatto solo per materiali su cui non gravi il copyright).
A presto
ModificaSalvaAnnullaEliminaEliminaBlocca questo utenteSegnala commenti offensiviNascondi finestra segnalazioni
Antonietta
Invita come autore
In condivisione....
Con alcune colleghe spesso abbiamo discusso di queste due “modalità” di lettura/lettore, in antitesi tra loro e con “palese” supremazia della lettura su supporto cartaceo e conseguente influenza negativa anche sui ragazzi. Voglio porre alla loro attenzione, riflessione e discussione la vostra analisi attenta ed autentica dell' e-lector.