Un altro progetto prende vita in casa Google. Knol, presentato qualche tempo fa, è finalmente online e accessibile a chiunque abbia un account Google.
Knol è un servizio creato per condividere conoscenza: ciascun autore può infatti scrivere e pubblicare knol, "unità di conoscenza" (da knowledge), ovvero articoli riguardanti praticamente qualsiasi argomento a propria scelta (maggiori info nelle linee guida).
Nel momento in cui si decide di collaborare alla conoscenza collettiva mettendo per iscritto le proprie competenze relative ad un certo tema in Knol, Google ci mette a disposizione una serie di strumenti a noi familiari:
1. rich-text editor (WYSIWYG) preso in prestito da Page Creator: il menu contempla le principali funzioni di redazione dei contenuti, dall'inserimento di links ipertestuali alla formattazione del testo. La struttura di un knol prevede l'inserimento di titolo e sottotitolo, autore, sommario (excerpt), voto. E' anche possibile importare un file .doc, .xls, .txt o .pdf attraverso il pannello di impostazioni generali.
2. Modello di collaborazione: di default un knol dispone di un livello di collaborazione moderata, il che significa che qualsiasi utente registrato può suggerire all'autore modifiche del testo, ma solo l'autore decide se rendere tali cambiamenti effettivi o meno. I due modelli di collaborazione alternativi prevedono invece una modalità completamente aperta, dove gli utenti possono modificare direttamente l'articolo o, al contrario, una chiusa che consente al solo autore di apportare modifiche al knol.
3. Modello di condivisione: la licenza attribuita ad un knol è, di base, la Creative Commons 3.0, ma l'autore può anche selezionare l'attribuzione non commerciale oppure rendere i propri diritti riservati.
4. Monetizzazione: selezionando l'opzione Show Ads, dopo una procedura di verifica per associare al profilo Knol il nostro account di AdSense, Google consente l'inserimento di annunci pubblicitari contestuali all'interno della pagina pubblicata. Gli ads sono tuttavia fissi, non c'è possibilità di personalizzare il layout.
L'approccio stile Wikipedia viene in realtà ripreso solo apparentemente, per quanto riguarda la comunione di intenti (conoscenza collaborativa, contenuti prodotti e moderati dagli utenti); Google infatti mette al centro del proprio modello l'autore (con tanto di pagina del profilo personalizzabile) e le sue competenze su un dato argomento (autorevolezza dell'informazione). L'obiettivo è diffondere contenuti di qualità, grazie al contributo di utenti "esperti". L'approccio bottom up, in questo caso, sembra cedere il passo al (buon?) vecchio top down.
Knol infatti non vuol essere un'enciclopedia aperta dove trovare lo stesso articolo in perpetual beta, modificato a più mani secondo le conoscenze di ciascuno. E' più probabile che 20 autori diversi scrivano altrettanti diversi articoli sullo stesso argomento, se ritengono che le proprie conoscenze siano superiori a quelle degli altri.
Ma perchè scrivere un knol? A parte la possibilità di (piccole) remunerazioni, il fatto che dietro ogni articolo vi sia ben in evidenza l'autore (anche nell'URL dell'articolo stesso) significa che ciascuno può trarre popolarità e credibilità sulla base dei contenuti prodotti. L'ascesa di un knol piuttosto che l'altro dipenderà infatti dal meccanismo del ranking (voto + commenti degli utenti) e sarà ovviamente indicizzato da Google al pari di qualsiasi altro contenuto web.
La responsabilità dell'autore nella produzione di contenuti di qualità è enfatizzata anche dall'approccio che Google utilizza (per la prima volta) nella verifica del nome: se decidete di accedere a Knol con il vostro account di Google, potete scegliere di effettuare una verifica del nome attraverso SMS o Carta di Credito (entrambe le procedure attualmente valide solo per i residenti USA), se credete che ciò possa aumentare la credibilità e fiducia da parte dei lettori.
Come altri servizi che coinvolgono direttamente gli utenti, anche il successo del progetto Knol è legato in maniera inscindibile al contributo dei suoi utilizzatori. In ogni caso, Google ha scelto una strategia "diversa" che incoraggia:
- la produzione di contenuti originali (che si distinguano dalle altre unità di conoscenza);
- la costruzione di una reputazione affidabile (il proprio nome legato a doppia mandata ad ogni knol pubblicato);
- l'accuratezza delle informazioni (revisioni degli utenti, collaborazioni, sistema di voto e commento).
Dal punto di vista della conoscenza, Knol si presenta come l'ennesimo tool di produzione di informazioni (ridondanti?) in rete; per gli utenti, si rivela invece un potente strumento di gestione della propria reputation. Le implicazioni sono moltissime, le questione aperte anche. Sarà una scelta vincente?
Knol è un servizio creato per condividere conoscenza: ciascun autore può infatti scrivere e pubblicare knol, "unità di conoscenza" (da knowledge), ovvero articoli riguardanti praticamente qualsiasi argomento a propria scelta (maggiori info nelle linee guida).
Nel momento in cui si decide di collaborare alla conoscenza collettiva mettendo per iscritto le proprie competenze relative ad un certo tema in Knol, Google ci mette a disposizione una serie di strumenti a noi familiari:
1. rich-text editor (WYSIWYG) preso in prestito da Page Creator: il menu contempla le principali funzioni di redazione dei contenuti, dall'inserimento di links ipertestuali alla formattazione del testo. La struttura di un knol prevede l'inserimento di titolo e sottotitolo, autore, sommario (excerpt), voto. E' anche possibile importare un file .doc, .xls, .txt o .pdf attraverso il pannello di impostazioni generali.
2. Modello di collaborazione: di default un knol dispone di un livello di collaborazione moderata, il che significa che qualsiasi utente registrato può suggerire all'autore modifiche del testo, ma solo l'autore decide se rendere tali cambiamenti effettivi o meno. I due modelli di collaborazione alternativi prevedono invece una modalità completamente aperta, dove gli utenti possono modificare direttamente l'articolo o, al contrario, una chiusa che consente al solo autore di apportare modifiche al knol.
3. Modello di condivisione: la licenza attribuita ad un knol è, di base, la Creative Commons 3.0, ma l'autore può anche selezionare l'attribuzione non commerciale oppure rendere i propri diritti riservati.
4. Monetizzazione: selezionando l'opzione Show Ads, dopo una procedura di verifica per associare al profilo Knol il nostro account di AdSense, Google consente l'inserimento di annunci pubblicitari contestuali all'interno della pagina pubblicata. Gli ads sono tuttavia fissi, non c'è possibilità di personalizzare il layout.
L'approccio stile Wikipedia viene in realtà ripreso solo apparentemente, per quanto riguarda la comunione di intenti (conoscenza collaborativa, contenuti prodotti e moderati dagli utenti); Google infatti mette al centro del proprio modello l'autore (con tanto di pagina del profilo personalizzabile) e le sue competenze su un dato argomento (autorevolezza dell'informazione). L'obiettivo è diffondere contenuti di qualità, grazie al contributo di utenti "esperti". L'approccio bottom up, in questo caso, sembra cedere il passo al (buon?) vecchio top down.
Knol infatti non vuol essere un'enciclopedia aperta dove trovare lo stesso articolo in perpetual beta, modificato a più mani secondo le conoscenze di ciascuno. E' più probabile che 20 autori diversi scrivano altrettanti diversi articoli sullo stesso argomento, se ritengono che le proprie conoscenze siano superiori a quelle degli altri.
Ma perchè scrivere un knol? A parte la possibilità di (piccole) remunerazioni, il fatto che dietro ogni articolo vi sia ben in evidenza l'autore (anche nell'URL dell'articolo stesso) significa che ciascuno può trarre popolarità e credibilità sulla base dei contenuti prodotti. L'ascesa di un knol piuttosto che l'altro dipenderà infatti dal meccanismo del ranking (voto + commenti degli utenti) e sarà ovviamente indicizzato da Google al pari di qualsiasi altro contenuto web.
La responsabilità dell'autore nella produzione di contenuti di qualità è enfatizzata anche dall'approccio che Google utilizza (per la prima volta) nella verifica del nome: se decidete di accedere a Knol con il vostro account di Google, potete scegliere di effettuare una verifica del nome attraverso SMS o Carta di Credito (entrambe le procedure attualmente valide solo per i residenti USA), se credete che ciò possa aumentare la credibilità e fiducia da parte dei lettori.
Come altri servizi che coinvolgono direttamente gli utenti, anche il successo del progetto Knol è legato in maniera inscindibile al contributo dei suoi utilizzatori. In ogni caso, Google ha scelto una strategia "diversa" che incoraggia:
- la produzione di contenuti originali (che si distinguano dalle altre unità di conoscenza);
- la costruzione di una reputazione affidabile (il proprio nome legato a doppia mandata ad ogni knol pubblicato);
- l'accuratezza delle informazioni (revisioni degli utenti, collaborazioni, sistema di voto e commento).
Dal punto di vista della conoscenza, Knol si presenta come l'ennesimo tool di produzione di informazioni (ridondanti?) in rete; per gli utenti, si rivela invece un potente strumento di gestione della propria reputation. Le implicazioni sono moltissime, le questione aperte anche. Sarà una scelta vincente?





Giancarlo Mostachetti
Invita come autore
Sarà una scelta vincente?
Grandi nomi hanno lanciato prodotti che avrebbero dovuto sfondare, poi miseramente naufragati. Altri nati come ausilio personale hanno sfondando i limiti dell'immaginazione umana, l'esempio più banale l'@ da cui è nato il più vasto sistema di posta dell'Universo conosciuto.
Knol, nato probabilmente per contrastare su un'altro fronte, lo strapotere di Wikipedia, in realtà segue una strada totalmente differente, dove la distribuzione della conoscenza si integra nella visibilità dell'utente, dando una effimera notorietà, ma dove è possibile dare il proprio punto di vista, cosa non possibile nell'asettica Wikipedia.
Per ritornare alla domanda iniziale, credo che nel suo campo, di libera e personale informazione, sia una scelta vincente, fino a che all'orrizonte non appaia un prodotto che offra le stesse cose con un qualcosa in più.